5 Gennaio 2013

One year to a beautiful table

Sapevate che esistono 13 tipi di forchette? Forse no. E perché il tovagliolo si apparecchia a sinistra? E quanti sono i centimetri indispensabili per un posto a tavola? Settimana dopo settimana, conosceremo insieme la storia della “mise en place” i suoi perché, le regole e le eccezioni. Sarà un percorso meraviglioso tra storia, uso pratico e curiosità. Non mancheranno le ricette – ciascuna con il suo modo di andare nel piatto con stile – e nemmeno i fiori e i consigli del galateo.
6 commenti

Il 2013 sarà un anno intenso. Mentre mi appresto a scrivere il mio prossimo libro di cucina, che sarà una sorpresa – mi auguro – per le mie più affezionate lettrici, non voglio trascurare il blog che, negli ultimi 18 mesi, mi ha fatto conoscere (e imparare!) una nuova dimensione della forma scritta. Non univoca, come quella alla quale ero abituata, ma multidirezionale. Il continuo confronto con tutte voi, e i numerosissimi commenti (quasi diecimila!) hanno preso una parte delle mie notti e delle mie giornate, regalandomi il piacere della condivisone pura e fine a se stessa. Il blog ha lo scopo, per me, di diffondere in forma gratuita una parte delle informazioni che considero i pilastri della mia professione. Le vostre numerose richieste di argomenti da trattare, rilette in questi giorni, non hanno lasciato dubbi al tema che le “lezioni private” avrebbero dovuto prendere nel 2013.

Che ci crediate o meno, ho letto ogni commento di persona e ho cercato (nei limiti del possibile) di rispondere in modo concreto. Certamente non a tutti, ma sempre personalmente. Così, giorno dopo giorno, la strada da seguire mi è stata indicata proprio dai commenti e dalle richieste, più o meno dirette, di informazioni, suggerimenti, consigli di stile sull’arte della tavola.

E così, mentre i post di “one year to an organized kitchen” sono in fase di riorganizzazione per diventare un libretto vero e proprio, parte un nuovo progetto annuale che ci terrà compagnia per le prossime 52 settimane: “one year to a beautiful table”. I post di questo progetto ci porteranno insieme, quest’anno, alla scoperta dell’arte della tavola. Non solo delle buone maniere (sarebbe riduttivo) ma del perché e del come si apparecchia, si serve, si sparecchia e… si mangia. Credo che osservare una persona mangiare, nella propria casa, sia un atto molto intimo. Forse uno tra i più personali. Il modo in cui mangiamo, la tavola che apparecchiamo, la conversazione che accompagna i nostri pasti – tutte queste cose rivelano di noi molto di più di quanto non crediamo.

La tavola è un luogo meraviglioso di condivisone di cibo, conversazione e amore. Apparecchiata come si deve diventa una gioia per gli occhi, oltre che per l’anima e il corpo.

Sapevate che esistono 13 tipi di forchette? Forse no. E perché il tovagliolo si apparecchia a sinistra? E quanti sono i centimetri indispensabili per un posto a tavola?

Settimana dopo settimana, conosceremo insieme la storia della “mise en place” i suoi perché, le regole e le eccezioni. Sarà un percorso meraviglioso tra storia, uso pratico e curiosità. Non mancheranno le ricette – ciascuna con il suo modo di andare nel piatto con stile – e nemmeno i fiori e i consigli del galateo.
Mal che vada – non vi capiterà mai più di avere un dubbio sull’apparecchiatura e diventerete il punto di riferimento ogni volta che vi siederete ad un banchetto nuziale!

La buona educazione, a tavola, vale più di un bel vestito o di un gioiello e valorizza la donna come l’uomo nel più sublime dei modi. Piuttosto che pensare che certe “belle cose del passato” svaniscano con la prossima generazione, che è quella dei miei figli, penso sia doveroso lasciare una guida – completa il più possibile, ma contemporanea – che possa dare una spiegazione esaustiva, chiara e semplice da imparare ai grandi punti interrogativi sul come si apparecchia una tavola, come ci si serve o si servono gli ospiti, come si mangia e si sparecchia.

La mia speranza è che le spose tornino a mettere nella loro lista nozze almeno un servizio buono di piatti, posate e bicchieri.

Perché un bellissimo viaggio ci lascia emozioni e foto per ricordare, ma una tavola ben apparecchiata ci regala emozioni da ricordare ogni volta che la prepariamo. Per tutta la vita. E per le generazioni alla quale lasceremo i nostri oggetti.

Non sono una persona all’antica – chi mi conosce lo sa perfettamente. Ma credo che sia arrivato il momento di portare nel presente alcune meravigliose tradizioni e usanze del mondo “antico”. Un giorno mi piacerebbe poter scrivere un libro vero e proprio su questo meraviglioso tema che è la tavola. Ma non credo di essere ancora pronta. Devo studiare e imparare ancora.

Per ora, mi basta l’idea di scrivere – per un anno – tutto quello che sino ad oggi ho imparato e ho messo personalmente a frutto.
One year to a beutiful table è un progetto che ci farà conoscere meglio e che stimolerà – mi auguro – i vostri commenti e le domande personali, per dar vita ad un altro anno di conversazioni private, ma aperte a chiunque voglia intrattenersi con questo gruppo di appassionate cuoche casalinghe con il pallino per il ricevere, la casa e… non solo!

Vi auguro un anno 2013 sereno, ricco di soddisfazioni personali, di gratitudine per la vita e di momenti da ricordare.

 

 

 

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6 commenti

gisella |

Che bello rileggere questi post! Son contenta che tu abbia ricominciato a parlare dell’arte della tavola. Non vedo l’ora di vedere anche le altre tavole. Quella primaverile è delicata, fersca ed armoniosa.
Certo che se seguissi la mia fantasia e il desiderio di avere sempre tavole differenti dovrei uscire io di casa, qui lo spazio è quello che è… però bastano dei piattini da dessert diversi, qualche conigllietto bianco (in questo periodo) e delle candele per dare un aspetto completamente diverso ad un’apparecchiatura. Buon lavoro Csaba!

csaba |

Grazie Gisella, per il tuo commento. Ti capisco molto bene, lo spazio non basta mai! Buona settimana

Mara |

Cara Csaba,
sarebbe molto bello se scrivessi un post con la descrizione e la foto di tutti i tipi di posate esistenti!

sestofi |

Molte grazie! 🙂

sestofi |

Salve,
Si puotrebbe sapere la fonte della foto che accompagna la blog entry del 5 gennaio? Vorrei sapere la marca dei piatti nella foto. Grazie.

Csaba |

I piatti sono di Wedgwood