28 Luglio 2013

7 indizi per riconoscere una signora (a tavola)

L’estate è tempo di cene all’aperto, condivisione e pranzi (o pic nic) in spiaggia. Vedo eleganti signore arrivare in spiaggia (o a cena in un bel ristorante) splendidamente vestite e truccate. Scendono magari da una bella macchina e danno il braccio ad un bel cavaliere. Poi mi deludono – al primo sguardo – una volta sedute a tavola.
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Non ditemi che siete tra quelli che riescono, pur nella folla, a non notare gli altri – io non ci riesco proprio, se alzo lo sguardo anche casualmente e incontro una finta signora, lo noto. E visto che il gossip sembra essere lo sport nazionale (a giudicare dalle impennate di vendita dei giornali da ombrellone) credo che a molti sarà capitato di buttare l’occhio al tavolo vicino al ristorante, in spiaggia o anche semplicemente fuori dalla finestra, verso i vicini di casa. Bene – ecco i miei 10 indizi per riconoscere una vera signora, non dalla marca del costume o dai gioielli che sfoggia in spiaggia, ma da come si siede a tavola e come consuma le sue pietanze. È un modo divertente per capire se, alla fine “parli come mangi” – ossia appari agli occhi degli altri davvero come sei (o come vorresti essere…)

 

1 – siede all’amazzone
la vera signora non può sedersi a tavola a gambe divaricate, quindi cavalca il tavolo da pranzo all’amazzone. Se si trova la gamba del tavolo davanti, opta per una (pur non troppo comoda) postura laterale.
2 – evita piatti imbarazzanti
Spaghetti al nero di seppia e tagliatelle al ragù quando siamo vestite di bianco possono essere un piatto difficile da terminare “senza macchia”. Optate per qualcosa che siete certe di padroneggiare (il tovagliolo nella scollatura, ovviamente, è fuori discussione).
3 – schiena dritta, gomiti in giù
Anche il caldo torrido non ci esime da un minimo di decoro quando siamo in compagnia. Una signora siede con la schiena dritta e tiene i gomiti vicino al corpo. Per essere comoda, sì abbandona con grazia contro lo schienale, ma solo tra una portata e l’altra.
4 – la testa fuori dal piatto
C’è una distanza minima tra piatto e bocca? Credo di sì, e deve essere scritta da qualche parte. In generale, cercate di portare la pietanza alla bocca con la posata, e non la bocca al piatto piegando il corpo. Sarà sufficiente.
5 – la contessa non è scalza
Giuro di averlo visto fare nei ristoranti più eleganti: signore che sotto il tavolo sfilano le scarpe perché hanno scelto un tacco scomodo. Pensateci bene (prima di uscire di casa). In spiaggia va benissimo una infradito o qualcosa di simile – ma niente piedi nudi sotto il tavolo.
6 – prima mangia, poi parla
Banale, direte voi. Fate una prova la prossima volta – basta guardarsi intorno… non so in quanto possano tenere a sapere come si presenta una forchettata di spaghetti mentre viene masticata con un sugo di vongole.
7 – a fine pasto, non succhia le dita
Se siete solo in due (a porte chiuse) non mi permetto di giudicare. Ma in un luogo pubblico, vi prego, astenetevi. Succhiarsi le dita della mano per pulirle è qualcosa che una vera signora non fa mai.

7 BIS – non alza l’ascella verso il cameriere
In un ristorante, non alza mai il braccio per richiamare l’attenzione di chi serve ai tavoli, ma lascia che sia il suo accompagnatore.

 

 

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101 commenti

Rita Candido |

Buongiorno Gent.ssa
Mi scusi il disturbo
Conosco il galateo 50% non mi ricordo bene come si comporta le persone ecc . A ms non mi piace le persone byti e ignorate ex mancano la cultura

Mi faccia sapere

Grazie saluti

Ludovica |

Ma per caso sei stata a casa dei miei suoceri🤣?
Forse no, perché lì avresti assistito ad un concerto di risucchi indimenticabile!!!

Walter Abes |

Buongiorno! Io che sono un uomo, in pubblico mi siedo a tavola né a l’amazzone, né a gambe divaricate ma con gambe composte e caviglie incrociate. Non ci devo neanche pensar sù. Poi per chiamare il cameriere il cenno DEVE partire da un cenno della mano col dito alzato, per tutti: l’ascella non denota finezza da parte di nessuno. Non si deve per forza pensare che una donna che chiama il cameriere sia una sfacciata. Ci mancherebbe pure questo. Dalle buone maniere non si può arrivare ad evitare tutto quello che POTREBBE far pensar male. Chi poi?

csaba |

Caro Walter, mi fa piacere leggere il suo commento. Grazie. Sì, ha ragione, le buone maniere non devono evitare ciò che potrebbe far pensare male, ma solo quello che risulta poco elegante o sgradevole. Chi se ne accorge? Pochi. Facciamolo per noi stessi…

MARGHERITA CAMPANELLA |

E dove lasciamo il pulitore la bocca prima di bere? Quei bei bicchieri tutti sporchi di rossetto…

MARGHERITA CAMPANELLA |

Volevo scrivere “pulire”

WALTER ABES |

Cara Margherita, ho saputo l’altro giorno da una mia amica che da qualche giorno non usa più il rossetto ma la tinta da labbra, che è indelebile, salvo asportarla a fine giornata con una sostanza adatta. Però pulirsi la bocca prima di bere, per il rossetto o per cibi sugosi è comunque irrinunciabile…

anita |

Buonasera,
è carino chiedere agli ospiti di togliere le scarpe prima di entrare in una casa con parquet (e offrirgli delle pattine pulite e profumate)?

Gabriella Tondelli |

Gentilissima Csaba, la seguo sempre con divertito interesse perché sono stata cresciuta da una madre che ribadiva sempre che il cibo è più buono se la tavola è apparecchiata bene. Tovaglia di fiandra sempre pulita e mise en place perfetta: tanto, diceva, il tempo per farlo è lo stesso, quindi era meglio farlo bene. Mi ritrovo nei suoi preziosi consigli anche se a volte ci si scontra con una sciatteria imbarazzante. Credo comunque che il suo lavoro di educazione al bon ton sia prezioso, perché penso e spero che le persone, in fondo, cerchino di migliorarsi. Forse hanno solo bisogno di una motivazione. Oggi guardando la mia tavola ho pensato a lei e sorridendo mi sono detta che ne sarebbe stata soddisfatta! Le auguro tante cose belle e grazie ancora per tutti i suoi preziosi consigli.
Gabriella

Claire Marie Abela |

Gentile Signora,
Ho appena scoperto questo sito e mi piace tanto.
Una cosa che mi da veramente fastidio quando sono in compagnia è che quando mastio c’è chi ti fa delle domande. Io posso rispondere se sto mangiando? No!

Claudia Ballarini |

Buongiorno, vorrei sapere se assumere medicinali o integratori al ristorante o pizzeria, sia educato. L’altra sera ho assistito ad una scena secondo me non proprio da bon ton. Un signore ha riempito un bicchiere di almeno 10 intergratori da assumere tutti in una volta sola, e così altre persone al tavolo con la scatoletta porta integratori in ben evidenza. Premetto che queste persone lo fanno perchè devono far conoscere e vendere il prodotto, ma non mi sembrava il luogo adatto….. e si vantavano pure! Secondo lei?

emili |

Gentilissima signora
Mi rivolgo a lei per avere dei consigli.
Sono stata invitata in un ristorante stellato.
Sono una persona semplice che non veste firmato e porto quasi sempre jeans e tacchi bassi. In estate sandali infradito.
Sono magra, 60 anni, dicono con un bel corpicino, ….ora però sono in crisi, perché per questo invito (che avrei preferito non ricevere) non so cosa mettere e tutto quello che metto abitualmente mi sembra inadeguato.
Sarebbe terribile il jeans con una camicia bianca o colorata ma particolare? Se non potrà “salvarmi” con i suoi consigli….fingerò di essere ammalata. Grazie emili

csaba |

Cara Emili, il fatto che il ristorante abbia una o più stelle Michelin non significa che sia super elegante. Ma, da come me lo descrive, sembrerebbe proprio di sì. Il jeans sinceramente lo trovo un po’ poco adatto. E se scegliesse un pantalone tinta unita, sotto quella bella camicetta particolare? Anche con i sandali infradito andrebbe bene. Secondo me, starebbe benissimo. Se poi il jeans è bianco, oppure scuro, pulito e ben stirato… potrei anche sdoganarlo. Non si dia per malata! Piuttosto, passi dal parrucchiere e si faccia un bel trucco. L’essere curata in viso toglierà l’attenzione al pantalone. L’importante è che lei si senta a suo agio. Se le altre signore saranno in abito, lei magari sfoggerà una borsetta chic. Le mando un abbraccio!

emili |

La ringrazio.
Con simpatia emili

Danila |

Ma lei é una “snob” che conosce poco del vero valore della vita. Buona fortuna.

csaba |

Al contrario. Ho molti difetti, ma non quello di essere snob. Buon Natale e buona fortuna a lei Danila.

Patrizia Emanuela V. Galeano |

Grande Csaba! Sempre elegante e raffinata. Sempre.

Ludovica |

Infatti c’è una finezza insita in Csaba che la rende l’eleganza fatta persona! Cara Csaba, mi chiedevo come si comporta una donna come te, anche tra le 4 mura di casa, di fronte a dei figli che fanno marachelle?
Io sono sola con 3 bimbi, 2 gemelli di 2 anni ed un terzo di 6 mesi che allatto e purtroppo spesso nell’impossibilità di poterli raggiungere fisicamente, urlo come un’esaurita! Che vergogna, mi sento pessima! Vorrei avere la tua calma x sopravvivere. Ti abbraccio

Claire Marie Abela |

Buongiorno, secondo me uno snob non cerca di insegnare gli altri . Uni snob viole sempre essere il migliore e superiore agli altri.

Nadjne |

Ringrazio per i consigli, saremo nel2017 ma il galateo a tavola (si parla di questo ora ) e ‘ importante .Anche per un uomo
Il mio ex impugnava la forchetta come una zappa ed era un medico! Mi ha fatto scendere la.libido😟!

csaba |

Cara Nagjne, ci credo! Penso che si capisca molto di più di come sia un uomo guardandolo mangiare che valutando l’auto che guida o l’orologio che indossa… L’eleganza non si compra.

saura |

cosa ?! una vera signora muore di sete prima di servirsi da sola?! giocate alle femministe-estremiste che non hanno bisogno di un uomo a meno che non vesta i panni del…servitore o cosa?!
siamo nel 2017 la signora vera o finta che sia se ha sete si serve in piena autonomia, a meno che non sia colta da un’artrite
fulminante alle mani.

csaba |

Se il signore che è con lei è un gentiluomo non succederà. Prima di servirsi la signora comunque può garbatamente chiedere “potrei avere dell’acqua?” – di solito funziona. Mi spiace… sono all’antica 😊

Laura |

quando vado a un pranzo verso il vino prima agli altri e se la bottiglia è lontana mi alzo a prenderla.
Ammetto che quando una portata non mi piace mi si legge in faccia e alcune volte la rifiuto dicendo che preferisco il bis del piatto successivo.

Clarissa |

Buona sera Csaba, sono perfettamente d’accordo…. con lei, se l’acqua nn viene servita dal nostro compagno si può chiedere gentilmente. Io ringrazio le femministe che hanno lottato per i diritti delle donne, ma mi dichiaro antifemminista e orgogliosa di essere all’antica.

saura |

la vera signora ecc… niente da eccepire, forse un po’ troppo rigida e frigida. certo che il cambio dei pannolini al ristorante mi
mancava ma scherziamo?! da dove vengono queste signore che dicono è tutto naturale? anche l’imbarazzo di stomaco
è naturale e… giustificato.
tra le risposte sono spuntate delle corna , o non ho letto con attenzione o siamo fuori tema. cosa hanno a che fare
certe DECORAZIONI con il bon ton, nn ditemi che serve questo anche in certe occasioni orribile!
saluti

Capello Laura |

Certe chicche erano veramente deliziose per il resto ringrazio per i preziosi consigli che seguirò con piaciere anche nella vita quotidiana.
Laura di Torino.

kristian |

Articolo Bellissimo,
ma purtroppo oggi non sono piú tempi.
Vuoi per una realtà di mignottesimo generalizzato, importato dagli USA,
Vuoi per lo sfacelo della società,
causato dall’ ingresso di milioni di selvaggi.
bye.

Mara |

Post molto interessante! Consiglierei di pubblicarne altri su diverse occasioni (in aeroporto, in barca ecc.)

Valentina Petracchi |

Va bene, non sarò mai e poi mai una vera signora. Mangerò piatti a rischio ogni volta che ne avrò voglia, dato che al ristorante posso andarci di rado. Continuerò ad amare il Galateo solo come una bambina che gioca alle signore, e non come una signora. Al ristorante mi guarderete e direte che ormai i vostri posti di classe sono “aperti a tutti”, come ho letto sotto. Non piacerei a voi quanto voi non piacereste a me. Pace. Ormai anche io posso entrare nel ristorante, e ordinare l’astice, che non so mangiare senza che mi venga addosso come una deliziosa pioggerellina. E sì, mi lecco le dita se non riesco a non farlo. Csaba lo fa in trasmissione, io posso farlo al mio tavolo. Siete più rigide voi di lei, a volte.

katia |

A me invece piaci….chissa’ come mai?! 😉

pat |

da fortnum & mason non ho trovato gli egg coddler ma in compenso ho visto un piccolo libriccino di galateo su come essere una signora perfetto. i primi paragrafi riguardavno l’igiene personale. tipo lavarsi, tenere curate le unghie e avere sempre i capelli in ordine. poi si passava a cosa fare a tavola e con gli ospiti. il tutto partendo dalla precisione che il bon ton e’ l’arte di far stare bene gli altri con se’ e in nostra compagnia (oltre alle regolette delle posate e dei tovaglioli riguarda il rapporto tra persone e io in questo ci credo). anche perche’ le regole che valgono nell’europa occidentale non valgono in tutto il mondo. e’ una cosa relativa che cambia quando si va in altri paesi.

pat |

il mio testo va editato 🙂 precisione volevo dire precisazione

katia |

Patricia…non e’ che hai un tuo blog da qualche parte? Magari ti veniamo a leggere….

pat |

Mi e’ scomparso il post sui veri signori a tavola. Si diceva anche del borsello. Ecco su questo non sarei sempre ostile. Sono contro il borsello vecchio stile o di brutta manifattura ma oggi passando davanti alle vetrine ho rivisto una piccola tracolla per uomo alla piquadro. Quelle mi sembrano carine da usare in occasioni casual, vacanze, sport. Non certo per una cena a due elegante. Ma ci sono occasioni in cui non andrei contro il borsello anche perché il signore che non sa come portarsi dietro chiavi di casa, della macchina, portafogli, portacartedicredito, portabigliettidavisita, cellulare e chi piu’ ne ha piu’ ne metta chiederà a noi di riporre tutto nella nostra megaborsa shopping.

pat |

o tracolla piccolina o zaino a seconda delle abitudini in occasioni casual.

katia |

Il post e sempre al suo post-o….basta andare sulla home page e lo ritrovi 😉

pat |

sto usando un ipad e su tablet non lo vedo 🙁

Stefania |

Ricordo con nostalgia le lezioni sull’ arte di stare a tavola che ho avuto la fortuna di seguire tenute dalla principessa Barberini, peccato che abbia perso le dispense! Il galateo dovrebbe essere materia obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado: che effetto vi fa ascoltare un grande oratore,erudito e preparato,ma rozzo nei modi? A me deprime; e a voi?

Claudia |

D’accordissimo, dall’1 al 7bis! 😀

Elvira |

Sono perfettamente d’accordo sul fatto che a tavola la maleducazione dilaghi e soprattutto sia manifesta in molte “signore” che sono vestite con abiti di marche prestigiose,sfoggiano una manicure curatissima e trucco e parrucco ineccepibili. Però pur notandola non mi disturba più di tanto. Mi urta maggiormente la maleducazione e cafonaggine in altri luoghi pubblici. Vuoi mettere il disagio con il vicino d’ombrellone che all’ora di pranzo ascolta la musica senza cuffie o lascia che i bambini ti lancino di tutto, dalla sabbia e palette all’acqua e gonfiabili vari, e via dicendo?. Ma l’atteggiamento che mi disturba particolarmente in questo periodo, è quello che molte persone tengono in aeroporto e particolarmente nelle lunghe file al check-in. Si va dal tizio che cerca di superarti a tutti i costi nella fila, a quello che in bilico su un piede, con l’altro,dopo averlo prontamente sfilato dalla scarpa da ginnastica, si gratta per bene il polpaccio. Per non parlare di quelle graziose signorine che si presentano in costume e pareo,(così all’arrivo a Milano tutti devono capire che giungono direttamente da un luogo di villeggiatura) e magari con capelli sporchissimi, che tu te le ritrovi davanti e speri che l’hostess sia velocissima con le procedure d’imbarco. Vorrei inoltre aggiungere che io ho avuto dei fidanzati che avevano un perfetto comportamento da gentleman al ristorante, però nel privato non perdevano occasione per mancarmi di rispetto.Due in particolare mi vengono in mente:il primo,che vantava un titolo nobiliare, era di una tirchieria inaudita e mi ha messo tante di quelle corna da far impallidire una mandria di bisonti dell’ultima riserva indiana,e il secondo,tipo insospettabile,era uno stalker seriale!

Csaba |

Cara Elvira, sei molto simpatica e sicuramente sono d’accordo con te sull’aeroporto! Ci vorrebbe un post apposta… Buone vacanze! Io parto vestita sobria se ti vedo ci imbarchiamo vicine!

Elvira |

Ehilà,allora vieni da queste parti! Comunque non faresti fatica a riconoscermi ovunque:credo di essere l’unica che in piena estate,causa colorito pallidissimo,va in giro con i pantaloni, lunghi eh,mica shorts,o con i leggings e una bella t- shirt over size( che proprio no, io i leggins con il lato a e b in evidenza non li posso vedere).Al mare vado,ma solo nei w/e,e siccome non sono una di quelle mamme giovani e poco apprensive,arrivo in spiaggia alle 7.30,spalmo la piccola Sveva con protezione 50 Lancaster (scusate la pubblicità,ma è l’unica che non unge e non fa in modo che la piccola diventi un calamaro impanato se inavvertitamente finisca sulla sabbia),passeggiatina,riposino della pupa e alle 10.00 già sbaracco a favore di mamme meno paranoiche e con il colorito bello dorato,che io a confronto sembro la sig.ra Pina Fantozzi. Buone vacanze!

Donna Bianca |

La maleducazione dilaga ovunque purtroppo, ma anche a me da più fastidio il vicino rumorosamente molesto di chi si abbuffa col tovagliolo al collo, ma al suo tavolo. Poi Elvira sono d’accordo con te, troppo spesso anche alla migliore delle apparenze corrisponde una triste sostanza. In quel caso, alla larga 🙂
Ps Csaba tutto bene il primo volo col micio?

katia |

Benritrovata Elvira! Era da un po’ che non ti leggevo ma immagino che la piccola ti tenga impegnata……so che la micia Minou e’ arrivata a destinazione e si sta ambientando ma non ho capito se ha viaggiato da sola o con la famiglia….. 🙁

Csaba |

Ha viaggiato insieme a noi! Precisamente con me e Lilly, che avevamo la fila da due…

pat |

E’ da quando vedo la Luxury Books sul web che mi pongo la questione: azienda con un certo posizionamento e un certo target e strumenti di comunicazione più o meno partecipativi. Per la scelta di un blog e facebook devo fare i complimenti a Csaba e al suo staff per la complessa gestione degli strumenti con un pubblico più ampio e diverso del previsto e l’enorme disponibilità di tutte le ragazze del team. Brave tutte. Avete una pazienza infinita. Non è immaginabile che passando dalla scrivania alle case degli italiani in tv si debba dare conto di come ha viaggiato la gattina e con chi 🙂

pat |

Elvira, mi hai fatto sorridere anche se stalking e mancanze di rispetto fanno solo riaccendere risentimenti sopiti. In effetti notare le signore a tavola non dà proprio una sensazione di fastidio. È solo un gioco per distinguere chi è davvero cresciuto in una famiglia gentile e chi no. Fuori dalla tavola a me dà un fastidio pazzesco il mio capo che si taglia le unghie alla scrivania. Non può farlo nel bagno di casa sua? Mentre lavoro c’è il tic tic del tagliaunghie. Mah!

Nome |

D’accordo su tutto. E anch’io ho avuto uomini che mi hanno riempita di miliardi di corna !

Viola |

Buongiorno Csaba, io avrei questa domanda. Quando siamo seduti a tavola, tra una portata e l’altra mentre stiamo chiacchierando.. dove devo appoggiare le braccia? Si possono mettere i gomiti sul tavolo oppure è meglio tenere solo gli avambracci appoggiati o ancora togliere del tutto le braccia dalla tavola e tenerle, magari, appoggiate sulle gambe? Non so come fare,perdoni la domanda sciocca ma è una cosa che mi mette sempre in difficoltà. Grazie. Buona giornata. Viola.

Donna Bianca |

Premesso che passati i dieci anni chiunque dovrebbe essere in grado di mangiare un piatto di spaghetti senza macchiarsi, direi che in linea di massima una signora si dedica ai propri commensali, non a squadrare dall’alto in basso i vicini di tavolo. Però concordo sul fatto che è davvero difficile non notare certi comportamenti: l’essenziale a quel punto è far finta di niente…
Adesso, ovviamente, aspetto di sapere come riconoscere un vero signore 😉

pat |

a parte il punto 7 bis specifico per donne i punti da 1 a 7 sono unisex. un signore lo riconosci dalle stesse cose a tavola. in più l’uomo provvede a mantenere sempre pieni i bicchieri con vino e acqua.

Donna Bianca |

Mi permetto di dissentire: nemmeno un uomo dovrebbe sbracciarsi per chiamare il cameriere, un gesto discreto (e silenzioso) dovrebbe essere più che sufficiente. Quanto al vino, direi che più che mantenere pieno il bicchiere dovrebbe versarne quanto la signora gradisce: altrimenti dovremo pensare che ha losche intenzioni 😉

pat |

mica c’è scrityo che l’uomo può fare spettacolo da circo per chiamare i camerieri. ma solo che non è compito della donna farlo. così sarà l’uomo a ordinare per entrambi e a chiamre i camerieri quando serve. penso che lei, donna bianca, voglia trovare il pelo nell’uovo travisando solo quello che viene detto. la donna mica deve bere tutto quello che c’è. si ferma quando non gradisce più. se resta del vino nel bicchiere non è scortesia. semplicemente l’uomo fa in modo che non sia la donna a chiedere di essere servita. fa lui. se poi la donna non vuole più vino semplicemente smette di bere. la cosa è più semplice di quanto lei voglia sottolineare in negativo, donna bianca.

pat |

o semplicemente l’uomo quando vede il bicchiere vuoto chiede e la donna dice di sì o no. così in tempi di crisi non si spreca. funziona così. il mio bicchiere resta praticamente semipieno per tutta la cena. il mio cavaliere ha poco da fare col vino per me.

Gisella |

Donna Bianca sei spettacolare!!!!
Trovo che questi 7 punti siano …… Lapalissiani

pat |

lapalissiani ma le signore di firenze si siedono nei caffe’ a mangiare spaghettoni di pasta fresca con vongole col bavaglio al collo, le gambe larghe e la testa infilata nel piatto. dunque, tutte a dire ma e’ lapalissiano, oh come sono fortunata mio marito e’ proprio cosi’ ma poi tutte a dire quanto e’ raro trivare signori veri. questo e’ un blog fortunato. tutti gran signore e gran signori. forse nessuno lo e’ veramente a meno che non sei stato educato da bebe’ al palazzo reale di buckingham palace. facciamocene una ragione.

pat |

io per prima non ho mai capito come portare alla bocca i cucchiai da zuppa. non e’ un gesto naturale. pazienza. non ordino la zuppa al ristorante. d’altra parte nom sono stata educata in una famiglia reale come tutte voi.

katia |

Ma non erano 10 gli indizi? Ho letto male? E scusa la domanda ma una vera signora puo’ concedersi di notare queste cose al ristorante o vicino casa o fa davvero troppo gossip? 😉

pat |

Mah! Chi conosce le regole non può non notare la mancanza di attenzione ai dettagli di certe persone che per quanto vestite bene e truccate e pettinate bene poi cadono sulle regole della buona educazione.
Bon ton è la grazia nel fare le cose. Io faccio finta di niente quando capisco la situazione. Bon ton è anche non far notare che si è notato 🙂 Mia mamma e mio padre mi hanno insegnato le regole. Mia nonna mi ha insegnato lo stile. Mia nonna non aveva frequentato molte classi a scuola. Ma leggeva moltissimo ed era una donna elegante, gentile e delicata. Tutt’ora che ha l’alzheimer non manca mai di ringraziare gli auti che ha in casa, non manca mai di dire una parola gentile e di farci i complimenti quando ci vede. Cosa può esserci di più gentile di una donna anziana che ha cresciuto i figli e i nipoti lavorando per tutta la vita per noi e ora siamo noi ad accudire lei e lei ci dice mille volte grazie. Forse chi mangia le vongole con la bavetta poi non pensa a dire grazie.

pat |

oops tuttora. è l’1:30 chiedo venia 🙂

Daniela - Assassina di Aragoste |

Io ripeto molte di queste regolette ai miei figli, nella speranza che, in un futuro, se le ricordino e siano in grado di gestire una cena senza imbarazzi e con eleganza. Per ora i risultati non sono incoraggianti, ma devono ancora crescere… chi vivrà vedrà… grazie Csaba per il tuo sempre leggiadro modo di porti..personalmente lo adoro!!!

Nome |

Confesso: al ristorantino, molto spartano’, in spiaggia………..io le infradito le tolgo……….. solo lì pero’ 😉

daniela |

Una regola importante che non dovrebbe mai essere disattesa da una signora , è quella delle quantita’da portare alla bocca….Una forchetta non è un tridente da fieno..Eppure anche io, osservatrice, ho visto gran dame abbuffarsi come se non mangiassero da mesi. Inoltre il tempo…L’eleganza non ha mai fretta..

Serena Fabbrucci |

Grazie mamma perché queste cose me le hai insegnate… Spero di insegnarle anche alle mie bimbe e “passare l’esame ” di Csaba…;-))

Valentina |

Carissima Csaba,
posso permettermi di aggiungere una piccola voce alla tua lista, già interessante?
8: una signora muore di sete, prima di servirsi da bere da sola!

katia |

Ho capito che nonostante rispetti molte delle regole di questo post non sono e non saro’ mai una vera signora tanto piu’ che se ho sete l’acqua me la verso senz’altro anche da sola….ci mancherebbe! Altrimenti dove sta la parita’ di diritti? 😯

pat |

infatti in toscana i libri di bon ton li scrivono contesse e marchese e non borghesi senza titolo nobiliare. in altre parti d’italia certe gentilezze sono più comuni che in queta regione un po’ selvaggia.

katia |

Regione selvaggia(?) ma al primo posto nelle preferenze turistiche di molti conterranei e stranieri! Eh beati noi! Ahahahahah! Anzi ihihihihih! Per ridere da signora…. 🙂

pat |

e che c’entra il turismo con la gentilezza dei toscani? i turisti poi si lamentano della scortesia che incontrano qui. i turisti vengono per il territorio. non certo per l’accoglienza sorridente e cortese.

katia |

😀

Marina N |

Selvaggia?? Innanzitutto la Toscana è stata la culla della cultura italiana (Dante, Petrarca etc..), ma senza andare troppo indietro al giorno d’oggi le persone più o meno educate si trovano ovunque, dal nord al centro al sud.
Non è una questione di titoli nobiliari o meno ma solo di educazione ricevuta in famiglia , di voglia di migliorare e di rispetto per gli altri quando ci si trova in luoghi pubblici. 🙂

pat |

tralascio una risposta a marina n in cui la risposta sta nel fatto che parliamo di 700 anni fa. 700 anni dopo le cose sono un tantino cambiate. a katia vorrei dire che l’atteggiamento è diverso. il punto è che se sei a tavola con gente distratta che non ti serve da bere, il problema non è che tu non sei signora se ti servi da bere da sola. il problema è che non ti trovi in una tavolata di gente cortese. a quel punto ti servi da sola è ovvio. se però sei con gente cortese, e non ci sono camerieri addetti a riempire i bicchieri sarà l’uomo seduto accanto a te a servirti. io viaggio spesso da sola e mi porto da sola la valigia. spesso ho difficoltà a sistemare il bagaglio nella cappelliera in aereo perché non ho forza nelle braccia. mi è capitato di incontrare uomini che mi ignorano e attendono l’arrivo delle hostess. mi è capitato di star seduta vicina ad un famoso direttore d’orchestra figlio di un famoso dottore che vedendo,i in difficoltà mi ha aiutata. ora quell’uomo lì sarà stato abituato tutta la vita ad esser servito e reverito dai suoi collaboratori epoure è stato gentilissimo con me. come non apprezzare questo? sono una persona indipendente. vivo da sola e faccio tutto da sola. come non apprezzare la persona che ti dà attenzioni? parità di diritti non vuol dire sollevare da sole pesi o versarsi da bere. queste sono gentilezze e attenzione per l’altro. Punto. non finirò un’altra volta nella polemica su firenze e la toscana. per non fare di tutta l’erba un fascio spezzo una lanvia a favore di lucca. la toscana non è tutta uguale. pistoia è una città che vive di agricoltura. lucca non sapre su cosa basa la sua economia ma di sicuro la gente cura di più l’estetica, l’abbigliamento e le buone maniere.

pat |

l’ho scritto 3000 commenti fa che mon è un fatto economico ma di cultura che si respira in famiglia. in toscana capita che questa cultura si respiri in poche famiglie che si contano sulle dita di una mano. nello stereotipo il toscano non è famoso come gentile e cortese ma come polemico e diretto e questo è quello che riscontro nella mia vita quotidiano qui. lo stereotipo combacia con la realtà e i toscani qui presenti sono diretti, polemici e poco attenti alla galanteria perché lo stile di vita qui ha poche sovrastrutture.

katia |

Eh si…oltre a non essere signora sono una toscana d.o.c. …..Abbiate pazienza…

pat |

Katia, toscana impulsiva e distratta. Se avessi letto tutto avresti letto che t’ho spiegato che non sei tu a non essere signora ma chi ti accompagna che distrattamente non ti serve da bere. Fumantini sti toscani. Polemica e grazia di vivere non possono coesistere. E’ un dato di fatto.

GIOVANNELLA |

Io avrei cambiato il titolo del post in “Lezioni di galateo a tavola per scimmie”.
Non so chi frequenti tu Csaba, ma io gente che si mette il tovagliolo intorno al collo, allarga le gambe sotto il tavolo e si succhia le dita per pulirle l’ho vista solo nei film di Fantozzi.

A proposito, hai dimenticato lo stuzzicadenti…

Marina N |

Purtroppo oggi capita di incontrare qualche scimmia anche nei migliori ristoranti , ormai le porte sono aperte a tutti!! 🙂
Secondo me dovrebbero inserire il galateo nelle materie scolastiche, e non stò scherzando.

katia |

Guarda che ce ne sono piu’ di quel che pensi ma non e’ detto che siano brutte persone! Magari non si sono mai interessate al galateo o vengono da una famiglia che.non ha i segnato loro le buone maniere ma possono essere ottime persone.comunque…e sopratutto, se nessuno si sofferma a guardarle possono cotinuare a vivere la loro vita ignare dell’impressione che danno 🙂
p.s. Gli occhiali ti donano Csaba.

pat |

infatti l’argomento non è “la gente che frequento” ma “la gente che si vede nei locali”. giusto ieri in un elegante caffè di firenze una signora ha ordinato pici e vongole e li ha mangiato con la testa dentro il piatto e una bella bavetta tipo bebè sul seggiolone. cose che capitano nelle migliori location, purtroppo!

katia |

Certo! E’ tutto giusto quello che ho letto in questo post e sono felice di rispettare QUASI tutte le 7regole ma sicuramente la signora che si e’ mangiata i pici con le vongole si e’ goduta il suo piatto piu’ di quella che avrebbe dovuto rinunciare per non sporcarsi l’abito….io almeno la penso cosi’.

pat |

Io penso, invece, che questi dettagli da gossip ma nemmeno troppo sono figli della Cultura di una persona. La differenza non la fanno i soldi, la differenza la fa la cultura. Infatti, io oltre a notare questi “dettagli” che dettagli non sono, mi irrigidisco di fronte agli strafalcioni in italiano che fanno in molti. Vuol dire che chi si comporta male a tavola e scrive/parla male è una persona che ha poco studiato, poco letto, ama poco lo stile e l’eleganza, osserva poco. Il primo con le vongole (che io non mangio perché alimento poco sicuro per la salute – devo proprio mettere a rischio il mio fegato per un piatto di pasta? ma non ci penso proprio) la signora avrebbe potuto mangiarlo in altre mille occasioni magari non il giorno con la camicia bianca, non al caffè di cavalli. Non moriamo di fame ancora. Forse possiamo limitarci davanti alla gola. Diciamo che non è essenziale strafogarsi sempre.

Marina N |

Bentornataaa!!!
Io se posso aggiungerei : 8- NON USARE IL COLTELLLO AL POSTO DELLA FORCHETTA;
9- NON USARE IL FILO INTERDENTALE AL RISTORANTE!
Giuro, ho assistito ad entrambe le scene! La prima al mare, dove una signora per portare il cibo alla bocca utilizzava il coltello, non ho ancora capito cosa ci facesse con la forchetta! Avrei voluto osservare meglio ma.. non mi sembrava carino!!
Nel secondo episodio un signore DOPO UNA CENETTA A DUE ha tirato fuori il filo interdentale e….. Non riuscivo a credere ai miei occhi!! Devo aggiungere altro?

Lalla |

Ahaha, il filo interdentale è terribile!
Come gli stuzzicadenti, piuttosto a fine pasto vai in bagno!
Purtroppo conosco delle persone che vengono ospiti a casa mia e hanno la bruttissima abitudine di chiedermi l’odioso bastoncino e davanti a tutti son li che si fanno la pulizia dei denti!!!
C’è un modo, senza essere scortese, per evitare che si presentano scene del genere sulla propria tavola? (o al ristorante, anzi, li è anche peggio l’imbarazzo…)

Marina N |

Si .. spiacente ma ho terminato gli stuzzicadenti e pure il filo interdentale!

🙂

Lalla |

Ehehe, si in effetti a casa è l’unica soluzione… al ristorante purtroppo devo solo sperare che questa persona prima o poi capisca cos’è la buona educazione e le buone maniere 🙁

Cris |

E io che stupidamente credo ancora che l’importante sia mangiare quello che ci piace nel modo che preferiamo. È ovvio comportarsi con semplici accortezze anche per me, ma poi di base una persona la capisci dallo sguardo non certo da queste cose. Vorrei essere tanto virtuosa da non giudicare chi si diletta in tali amenita’ ma ancora non ci riesco e con un misto di dolore per il genere umano ed un vago senso di superiorità ho scritto questo post che potevo benissimo risparmiarmi.

Silvia |

Aggiungerei ancora una regola:
Non fissare i vicini di tavolo con fare inquisitorio per controllare se si comportano bene o no.

Buona domenica Csaba!

Selina |

Condivido! Noto purtroppo che il mondo è cambiato! Martedì scorso stavo prendendo un aperitivo con dei clienti al Cafe de Paris a Monaco e ho visto scene, passatemi il termine, oscene! Quanto manca lo stile Princesse Grace di Audrey Hepburn della Callas. Semplici regole di portamento creerebbero valore e armonia per tutti! Ma noi mai perdiamo le nostre belle abitudini anche in questo mondo globalizzato dove sembra tutto permesso! Un abbraccio care
Selina :-*

pat |

oltre alla testa chinata sul piatto, la regola meno osservata e conosciuta è la posizione delle posate durante e a fine pasto. pure nelle cene di gala i rampolli delle migliori famiglie della milano bene disattendono la regola elementare.

claudia |

Anche io tengo molto alle posate messe correttamente sul piatto a fine pasto…
Un’altra regola: a mio figlio 14enne raccomando sempre, quando si alza terminato il pasto, di accostare la sedia al tavolo… (se le ricorderà? boh!)

pat |

se hai cominciato a dirglielo quando era anche più piccolo e dando il buon esempio col tuo comportamento per imitazione lo farà. dipende anche se lo fanno i suoi amici. allora è più facile. a proposito di piatti imbarazzanti: io vengo da un paese sul mare e pesce e gamberi li mangiamo sempre. so come sgusciare un gambero con coltello e forchetta. un amico ha confessato che non ordina oiù i gamberi a quando una volta ne ha portato alla bocca uno non ben pulito ed era l’unico a masticare facendo cric croc 😉

pat |

ricordiamolo: posate a fine pasto vanno sulle 12:30 molti le lasciano come capita, alcuni le poggiano alle 10:20 . ad un certo punto è arrivata questa moda. io imperterrita sempre 12:30

Simone |

Certo che mettere le posate alle 10.30 anziché le 12.30 è un errore imperdonabile. Una volta vedendo una scena del genere al ristorante “da Gigi il troiaio” sono svenuta

Rita Rezzaghi |

Davvero carino questo post!
Anche io sono come te, nella folla noto gli altri e molto spesso purtroppo mi accorgo che tante signore che si danno un sacco di arie non sanno come mangiare e come comportarsi a tavola. A volte vedo proprio che mancano le regole di base anche su come si lasciano le forchette sui piatti dopo aver terminato oppure sul tono di voce che usano nei ristoranti.
Forse per la maggior parte della gente stare composti a tavoli non conta niente e pensa che persone come me si diano delle arie oppure vivano su un altro pianeta ma a me non interessa, e poi non riesco a comportarmi diversamente. Che sia a casa oppure al ristorante io a tavola mi comporto sempre allo stesso modo,seguendo le regole del galateo!!
Per me é triste e anche un po’ buffo vedere le signore che tutte piene di gioielli e che ostentano poi una volta sedute al ristorante fanno delle brutte figure!
Come sempre la classe non é acqua! Una vera signora non si riconosce da come si presenta ma da come si comporta a tavola.
Buona domenica cara Csaba! Rita

Mimma |

Buongiorno Csaba! Preziosissimi come sempre i tuoi consigli. Forse di alzare il braccio mi è capitato a tavola con mio marito. Sono impulsiva e abituata ad essere indipendente …ma, se lui perde tempo o è seduto in una posizione meno favorevole della mia?

valentina |

Tout simplement, chiedi la cortesia a tuo marito di chiamare il cameriere…

Letizia |

Queste semplici regole mio padre, siciliano vecchio stampo classe 1940, me le ha insegnate quando avevo sette anni. E tutt’oggi, quando capita che sediamo insieme al ristorante od al tavolino di un caffè, mi indica “i cafoni”, come li chiama ancora lui, con la stessa aria di rimprovero che mi riservava più di trenta anni fa, quando a tavola mi sgridava severamente, arrivando perfino a punirmi, se non avevo imparato la lezione di Galateo della sera prima.
Ritengo che le buone maniere siano il valore più importante che papà mi abbia trasmesso, assieme all’amore per la cultura e per la buona tavola.
E’ un piacere rivedere in te, Csaba, le lezioni del mio scorbutico, severo, esigente, a volte tedioso papone: così elegante nei suoi completi grigi, così solare nelle sue cravatte Hermès, così perfetto con quelle sue unghie sempre impaccabili e i suoi modi da Signore che ormai, ahimé, sono più rari di una Fenice.

Csaba |

Mi sarebbe piaciuto essere lì con te a prendere tali lezioni… Da un vero signore!

Nome |

Che tu abbia colto l’occasione per ringraziare tuo padre per gli insegnamenti di galateo, é un fatto che prova inconfutabilmente che non è stato tpo perso! Come si dice, la classe non é acqua! È il tuo riconoscimento rappresenta il corrispettivo che tuo padre molto semplicemente si aspettava!

Rocco |

Grazie, Bellona mia. Il tempo che ti ho dedicato non è stato inutile. Ricordi quante volte ti ho fatto notare il modo di “impugnare” (è il termine più adatto !) le posate ? e come mi mervigliavo se i maldestri erano giovani, carine coppiette….??