csaba 30 Marzo 2021

DIRE ADDIO PER SEMPRE ALL’ACQUA NELLA PLASTICA

L’Italia ha il triste primato di essere il terzo Paese al mondo per il consumo di bottiglie e bottigliette d’acqua minerale. Per dare il nostro contributo a un mondo con meno plastica, ricordarsi di riempire la borraccia è essenziale… con l’acqua filtrata è ancora meglio!
3 commenti

#MENOPLASTICA per alcuni, è semplicemente un #hashtag. Ma fortunatamente questo è vero solo per il 3% degli italiani, che considerano il “problema della plastica” un non problema. Per il restante 97% fortunatamente (fonte: Ipsos, maggio 2019) limitare il consumo di plastica monouso è uno dei problemi che dobbiamo affrontare e risolvere il più velocemente possibile. Io sono tra questi, e penso che lo siate anche voi, se state leggendo il mio articolo. Ogni volta che svuoto il bidone della plastica nella quale ripongo quella che differenziamo a casa, sono orgogliosa di vedere che da due anni non usiamo più neanche una bottiglietta d’acqua. Né altri imballaggi in plastica, per quei prodotti che hanno un’alternativa più ecologica. Dare il mio contributo, anche se piccolo, è fondamentale per me. Tralasciando il fatto che le bottiglie d’acqua in plastica sono quanto di meno esteticamente appetibile esista, non voglio contribuire ad avvelenare il nostro Pianeta e ho scelto dunque di non acquistare più acqua in confezioni di plastica già da un po’. L’alternativa ovviamente è triplice: acquistare acqua in vetro (comodo solo se te la portano a casa), usare quella dell’acquedotto (se nella vostra zona ha un sapore gradevole) oppure filtrare l’acqua con un sistema domestico. Ma andiamo per gradi.

IL MIO PRIMO PASSO PER UN MONDO CON MENO PLASTICA
Neanche io sono stata immune al fascino della praticità di una bottiglietta di plastica. E prima di iniziare ad andare in giro con una borraccia (in metallo super leggero) al posto della bottiglietta, sono diventata mamma. Quindi non sono qui per fare la morale a nessuno, ma solo per dare un buon consiglio. Anzi, tre.

Il primo passo per limitare il consumo di plastica in casa l’ho fatto molti anni fa, prendendo la decisione di fare sempre attenzione al contenitore nel quale acquisto non solo l’acqua, ma anche: frutta e verdura, uova, yogurt, gelato, pasta. Niente imballaggi in plastica (ma in cartone o sfusi) e niente imballaggi misti che poi sono noiosi da separare e finiscono per non essere differenziati (sì, dovete staccare il beccuccio in plastica dal cartone della spremuta, per smaltirlo nel bidone bianco…).

Il secondo passo è stato quello di guardare un po’ più in là della cucina, per esempio i miei libri, un tempo incartati uno ad uno in una pellicola in plastica (riciclabile, certo, ma comunque in plastica…) e da tre anni invece protetti con un film di ecopellicola 100% biodegradabile che si smaltisce nell’umido, perché si decompone! (Grazie anche al mio Editore).

Il terzo passo, il più recente, due anni fa: ho installato in cucina un sistema di filtrazione dell’acqua domestico che è stato amato a prima vista da tutta la famiglia: Grohe Blue. Anche se Milano ha un’ottima acqua potabile (e l’Italia è al quinto posto in Europa per la qualità dell’acqua pubblica (dopo Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria) non ho mai amato il sapore dell’acqua del rubinetto e volevo migliorarla, sia nel gusto sia riducendo il calcare, che a casa mia purtroppo è davvero molto presente, rendendo difficile preparare un buon thé (per esempio) con l’acqua che arriva in cucina. Così quando Grohe mi ha proposto di iniziare una collaborazione, ho conosciuto il sistema di filtrazione domestico e mi sono decisa a installare Grohe Blue, un rubinetto due in uno, che mi permette di avere in cucina sia l’acqua potabile condominiale che acqua filtrata, già fredda come quella tenuta in bottiglia nel frigorifero, oppure gassata. Le cartucce filtranti sono più di una, quindi si può decidere di usare semplicemente il filtro a 5 fasi, che migliora il sapore dell’acqua, riduce il residuo fisso e il calcare, oppure il filtro Magnesium + Zinco, che in più arricchisce l’acqua di questi preziosi minerali. Io ho optato per il 5 fasi e mi trovo molto bene: uso l’acqua filtrata non solo per berla, ma anche per il thé e il caffè, per fare il brodo, per impastare il pane e per fare il ghiaccio che usiamo nei drink.

Installando un sistema filtrante come Grohe Blue avrete sempre a disposizione acqua non solo buona, ma anche filtrata, leggermente gassata oppure gassata, pronta per riempire una brocca in vetro, una borraccia, o il bollitore per il thé… senza fatica, in modo ecologico e più economico rispetto a quanto si possa pensare. Vi lascio qui sotto il link per scoprire di più!

 


Questo post è realizzato in collaborazione con Grohe Italia ed esprime il mio punto di vista personale sull’argomento. I vostri commenti sono i benvenuti!

Per ulteriori informazioni sul sistema filtrante Grohe Blu potete andare al sito dell’azienda a questo link 

 

 

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3 commenti

Avatar Brun Olimia |

Condivido. Il problema è che non tutti per disponibilità finanziaria possono per certe scelte.

Avatar Spezia F. |

Comunque il costo del sistema proposto da Grohe mi sembra molto elevato…

Avatar gisella |

hai ragione! Siamo circondati da confezioni di plastica, qui poi… Io mi ricordo la bottiglia del latte in vetro che portava il prestinaio assieme al pane e mi piacerebbe tornare indietro nel tempo, non per tutto ma per alcune cose come questa sì.
Sfortunatamente l’acqua di NY non è buonissima (sento sempre un retrogusto poco piacevole) e così non potendo installare un sistema che filtra sono ancora stuck con i giganteschi galloni di plastica che compero al supermercato… però quando vado a fare la spesa mi porto il mio carrellino e una bella sporta di tessuto resistente. Aboliti sacchetti di plastica (che devo dire qui danno raramente preferendo quelli di carta) Insomma faccio quello che possoma so che potrei fare di più 😔