csaba 22 Aprile 2021

IDEE PRATICHE PER NON SPRECARE (ALMENO IN CUCINA)

La giornata della Terra mi offre lo spunto per parlare dello spreco in cucina e della sempre maggiore necessità di prendere consapevolezza del fatto che stiamo letteralmente divorando il nostro pianeta. Quando in realtà il piccolo contributo di ognuno potrebbe risolvere la questione in modo pratico. Come? Ve lo spiego.
27 commenti

Cucinare senza sprecare dovrebbe essere un argomento che non necessita discussione alcuna. Ma è ovvio che non è così, e mi viene da dire che chi è senza peccato può scagliare la prima pietra (lasciare un commento qui sotto sarà ugualmente ben accetto). Stiamo letteralmente divorando il pianeta ignorando – per disinformazione o semplicemente per pigrizia – quei segnali che ci vengono mandati da molte parti e che costerebbe poi tanto (davvero) mettere in atto. Lo dico perché lo vedo nel mio quotidiano, e perché probabilmente da quando ho passato i quarant’anni (un po’ di tempo fa, sì) ho iniziato a prestare sempre maggiore attenzione all’argomento spreco in cucina. Domenica scorsa ho passato il pomeriggio a rastrellare foglie in terrazza, sfoltire la siepe, piantare le erbe fresche, i pomodori e il crescione d’acqua. Abbiamo raccolto gli ultimi limoni e sistemato gli allori, sfrondato l’edera. Con le mani nella terra e la testa nel verde stavo molto bene. Se avessi un orto, sarei ancora più felice. Qualcuno riconosce la sensazione?

Evitare gli sprechi è da sempre una virtù: prima lo si faceva solo per necessità, oggi anche per etica. Qualunque sia la vostra motivazione, è sicuramente buona. La mia motivazione è arrivata con gli anni e ha più a che fare con un fastidio personale: non sopporto lo spreco quando è evitabile. Non riesco a tollerarlo e quando sono io a produrlo, mi fa sentire davvero male.

Non sono senza macchia. E voi?
Evitiamo subito di cadere nell’equivoco: non sono qui per giudicare (sono in ferie dal ruolo di giudice, al momento) né per fare la parte di colei che non ha mai sbagliato. Al contrario, proprio perché nel periodo tra i 20 e i 30 anni ho sprecato (più del consentito) e me ne sono pentita dopo, ora vorrei condividere con voi qualche idea che possa essere messa in pratica in modo semplice, non solo per risparmiare denaro e materie prime, ma anche per essere impegnati realmente nella difesa della nostra casa.

La giornata della terra è stata istituita nello stesso anno in cui sono nata io: 1970. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la salvaguardia del nostro pianeta. Un’idea molto all’avanguardia, nel 1970. Per chi se lo ricorda, come me:

i piatti di plastica colorati usa e gesta erano un must alle feste della scuola
si poteva fumare in ufficio, al cinema, in aereo… ovunque
l’aria condizionata iniziava a essere un lusso nelle autovetture
l’usa e getta era ambito perché comodo
la raccolta differenziata, se ce l’avessero spiegata allora, sarebbe parsa come inutile

In questi 51 anni abbiamo conosciuto il lavoro degli attivisti e ci siamo a volte schierati con loro o contro di loro. Io nel mio piccolo non sono una di quelle persone che raccoglie l’acqua piovana per farci il bagno, ma la raccolgo nei secchi di metallo che ho in terrazza per darla alle mie piante quando ne avranno bisogno, per esempio. Non mangio il pane secco (per non sprecarlo) anche quando è diventato un sasso, ma lo taglio a fette prima che ciò accada e lo congelo. Uso molti degli scarti delle mie verdure per fare le mie “minestre da freezer” congelando quello che avanza di volta in volta e poi lo uso per un minestrone. Cucino sempre qualcosa in più per cena, ma poi lo metto in frigorifero e diventa il mio pranzo il giorno dopo (sì, sono una di quelle che mangia gli avanzi. Anche voi?)

Nei miei libri Good Food, Honestly Good e anche nell’ultimo The Modern Cook ho affrontato in modo esteso il problema del non-spreco. Non solo del cibo, ma anche delle risorse in generale. Acqua, elettricità, ossigeno, terra, sabbia… tutto quello di cui disponiamo oggi e che vorrei che avessero anche i figli dei miei figli un domani. Se dovessi riassumere in poche righe quello che faccio per sentirmi davvero parte attiva del processo di conservazione del pianeta, e non solo un essere capitato qui per consumarne le risorse, potrei riassumerlo così.

Sono tre azioni che tutti noi possiamo compiere, ogni giorno. Certo, non è sufficiente ad avere una coscienza totalmente verde, ma non è questo a cui dobbiamo ambire. Se ciascuno di noi si impegnasse anche solo nei tre punti sopra, andrebbe già molto meglio.

Il mondo sta consumando le sue risorse naturali più velocemente di quanto possa essere in grado di rigenerarle. Perché c’è troppa domanda di carne (a basso prezzo) di pesce (tutto l’anno) e di prodotti industriali che per essere confezionati e trasportati danneggiano e inquinano. Mangiare meno carne e più verdura aiuta (anche la nostra salute) ma mangiare meno in assoluto è un obiettivo da mettere tra i propri. Io l’ho fatto e ho scoperto che la mia famiglia ne è felice. Pasti più semplici, meno abbondanti forse, ma non meno curati. Ricette che si presentano come un piatto unico, a volte vegetariane, a volte no. Prodotti solo di stagione, meglio se italiani, non tutti – ma per la maggior parte. E poi prodotti sfusi, uova nel cartone, latte biologico, borsoni di tela al posto dei sacchetti di carta (da usare e riusare). Erbe fresche coltivate sul balcone, ma anche pomodori e insalata (e beato chi di voi ha un orto da curare che lo ripaga con cibo fresco!).

Il 22 aprile è una data da segnare sul calendario. Ma non deve essere un giorno speciale. Sarà speciale ogni giorno, se sapremo porre attenzione a ciò che mettiamo nel nostro piatto, con un obiettivo diverso, più moderno: vivere in modo più leggero e sostenibile. Più in sintonia con la natura. Meno plastica, meno industria, meno spreco. Sembra uno slogan. In realtà è un obiettivo molto, molto ambizioso.

Mi piacerebbe sapere cosa fate voi nelle vostre case. Insieme, possiamo aiutarci a fare meglio.
Per noi, per i nostri figli, per gli altri. I vostri commenti sotto sono i benvenuti e le vostre idee condivise qui potranno essere lo spunto pratico per fare sempre meglio. Grazie!

 

PS_ se volete approfondire, leggete questo articolo “Ridurre, Risparmiare, Riciclare” scritto un anno prima che il calendario girasse sul 2020. Quando tutto era taklmente normale, da sembrare, oggi, impossibile…

 

 

 

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27 commenti

Avatar Giulia |

Il consiglio di mangiare meno e le sue motivazioni mi sono piaciute molto, mi è parso un consiglio molto saggio, grazie😊

Avatar Maria Gabriella |

Buon pomeriggio. Sono convinta che se ognuno di noi facesse un poco, fatto da tutti diventerebbe
molto. Per quanto riguarda il mio comportamento, racconto qualcuna delle cose che faccio da tantissimi anni. Ho sempre consumato soltanto prodotti di stagione. Fuori stagione consumo solo ciò che ho congelato io. Per quanto riguarda il riciclo del cibo, i miei figli mi hanno chiamata “regina della cucina con gli avanzi”.
Ho preso l’abitudine di tenere nel lavandino in bagno una bacinella, in modo che raccolgo l’acqua di quando mi lavo le mani o i denti. Utilizzo questa acqua, anziché tirare ogni volta lo scarico. E’ utilissimo, specialmente ora che dobbiamo lavarci più spesso le mani. Una cosa che può sembrare sciocca è aggiungere acqua al tubetto del dentifricio quando sembra che sia finito. Agitandolo molto bene si recupera molto prodotto, tanto da lavarsi i denti almeno altre 3/4 volte e poi si getta il tubetto nella plastica senza residui. Uso solo borsoni di tela molto resistente. Tanto che mia figlia da Parigi due anni fa me ne portò uno bellissimo con l’immagine delle ninfee di Monet. Meraviglia!!! Ci sarebbe da dire ancora altro, ma per ora ve lo risparmio

Avatar ornella Tonella |

Buon pomeriggio Csaba, effettivamente abbiamo un problema mondiale sugli sprechi di ogni genere, da pochissimi anni mi sto convertendo al minimalismo come modo di vivere e applico questa forma all’abbigliamento e al cibo, Fantastico è riciclare gli avanzi di verdure o altro, del resto prima era un una pasta o un risotto , ma se avanza possono diventare delle crocchette o un polpettone con altre cose , in fin dei conti nulla si butta, e giustamente si devono ridurre le quantità.
tempo fa lessi un libro di una giornalista americana che affrontava lo spreco dei vestiti usa e getta delle grandi marche che ovviamente non scrivo, sull’uso continuo ogni 15 /20 giorni di cambiare vestiti , maglie eccetera, poi dove fiiscono questi indumenti fatti malissimo con materie prime di scarso valore e operaie con pochi dollari che lavoravano incessantemente per produrre sempre più perchè la richiesta del mercato Occidentale era continua. No tutto ciò non va bene, poi gli scarti diventavano montagne.
Scusa se mi sono dilungata nell’esporre il mio pensiero , ma è necessario fare qualcosa.

Avatar Rosmary |

È strano, ma più si va avanti con gli anni e più si sente sulle spalle e nel proprio cuore il peso ed a volte l’angoscia delle storture che l’uomo fa quotidianamente nei confronti della natura. Essere troppo sensibili non va bene, si soffre parecchio, ed a 69 anni mi sono resa conto che l’uomo ha bisogno di poche cose per vivere, di un cibo semplice e di tutto ciò che è bello che riviene dai propri affetti, dalle persone positive e soprattutto dalle bellezze del creato. Il cibo, come ogni altra cosa cosa che il buon Dio ci dona, deve essere considerato un regalo che la natura ci fa e va rispettato e apprezzato. La terra ci chiede di tornare alle cose semplici e rispettare quello che ci dona, non di violentarla per interessi economici.
Tu Csaba, ci ricordi tutto questo e condivido il tuo pensiero.

Avatar Ale |

Ciao,
condivido quanto dici e cerco di impegnarmi anche io nel mio piccolo perché detesto lo spreco. Ma a volte cado, per pigrizia e me ne rendo conto. Oltre all’attenzione in cucina cerco di mettere impegno anche nelle scelte di vita quotidiana. Sono una persona che compra solo l’indispensabile per esempio in fatto di abbigliamento. Non ho bisogno di capi nuovi ogni tre mesi, non ho problemi a utilizzare vestiti anche se non più nuovissimi, e quando mi serve qualcosa preferisco spendere un pochetto di più e investire in qualcosa di qualità piuttosto che comprare cinquanta magliette da siti cinesi e di dubbia qualità. A volte vedo tanto di quel consumismo in giro nelle stesse persone che poi “festeggiano” ricorrenze come il giorno della terra che mi chiedo dove sta la coerenza. Impariamo ad apprezzare quello che già abbiamo ☺️

Avatar Claudia25 |

Ciao Csaba , ormai sei diventata la mia musa ispiratrice, ti stimo tantissimo e condivido pienamente le tue idee .
Nel mio piccolo per rispettare l’ambiente e la nostra madre terra ho installato un erogatore di acqua evitando così
l’acquisto di bottiglie di acqua in plastica. Sono tantissimi anni che faccio la raccolta differenziata per dovere morale,
molto prima che gli enti locali ci imponessero questo onere. Sono sempre vissuta in campagna con la fortuna di avere
nonni e genitori che coltivavano l’orto , di conseguenza ho il privilegio di conoscere i veri sapori delle verdure e della
frutta di stagione.
Ora che i nonni non ci sono più e che i genitori sono diventati anziani provo io a coltivare l’orto con tanto entusiasmo
e soddisfazione . Ti auguro che un giorno anche tu lo possa fare , come lo desideri: sarà un orto sicuramente super chic!

csaba csaba |

Cara Claudia, grazie per le tue parole, mi saranno di incoraggiamento. Sì un giorno coltiverò un orto e so che mi piacerà. Non so dire invece se mi verrà bene ma… mio nonno mi aveva insegnato molte cose. Quello che fai è di grande aiuto alla nostra madre terra. Speriamo che sempore più persone colgano questo spirito. Un saluto e a presto!

Avatar Maria Rocca |

Salve Csaba, ho letto con interesse il tsuo articolo, è veramente importante mettere in atto dei stili di vita rispettoso per la natura .
È giusto dire che bisogna diventare reduceriani , è giusto anche uscire dalla mentalità dell’ usa e getta che danneggia ogni giorno di più il nostro pianeta. Le risorse non sono infinite.
Poi ridurre l’inquinamento diventa imperativo.
Tuttavia gentile Csaba e lo dico a lei poiché è personaggio pubblico e una foodwriter, trovo che ci sia una incoerenza di fondo!
Gli allevamenti intensivi, esistono poiché c’è un un’aumento della domanda della carne, ciò ha un costo molto alto in termini di salvaguardia dell’ambiente, della sofferenza dell’animale, che sarebbe poi “l’ingrediente ” e di salute dell’uomo che poi mangerà quel prodotto pieno zeppo di antibiotici e anabolizzanti.
Ora se voi foodwriter, se voi cuochi, se nelle trasmissioni, continuate a dirci come fare l’agnello a Pasqua ( vengono uccisi migliaia di cuccioli in quel periodo), proporre pietanze solo a base di carne o di pesce e non offrendo una alternativa valida a quelli che chiamate ingredienti, in che maniera pensa di risolvere il problema.
La vostra visibilità, il vostro ruolo di personaggio pubblico, oltre che onori comporta anche degli oneri, cioè la responsabilità di far capire al pubblico , che si puo’cicinare un bel piatto non solo con carne, ma anche con le verdure, quelle che lei coltiva.
Buona giornata Csaba spero che possa rispondere a questa mia lettera.

Avatar Cristina Bertoncello Brotto |

Cara Csaba il mio impegno per l’ambiente è comprare acqua in bottiglie di vetro, per la spesa usare le mie borsette senza riempirmi di sacchetti di plastica o di carta, nel non sprecare cibo, nel seguire le stagionalità (cosa che non mi costa alcun sacrificio, nel coltivare un piccolo orto in terrazza (quest’anno l’insalata mi sta regalando grandi soddisfazioni), nell’usare fertilizzanti e prodotti contro gli afidi naturali, ecc. Purtroppo c’è molto da fare ancora, ma bisogna pur incominciare da qualcosa. Buon finr settimana!

csaba csaba |

Esatto Cristina, ben detto: bisogna pur cominciare da qualcosa! Anche io uso solo bottiglie in vetro e acqua dal mio rubinetto attaccato al sistema filtrante. Alla fine facendo un po’ di conti… costa anche meno di prima. Ho piantato le barbabietole e un po’ di insalata anche io. Speriamo di fare bene! A presto

Avatar Elisabeth bianchi |

Ciao Csaba
Intanto noi ogni giorno facciamo la differenziata e tutti in famiglia capiscono l’importanza di farlo.
E poi io che cucino cerco sempre di acquistare a km 0 sopratutto verdura e frutta perché vicino a me ci sono serre che producono e vendono.

csaba csaba |

Fare la raccolta differenziata in modo corretto e insegnare anche ai nostri fligli è molto importante, perchè in Italia ancora ci sono purtroppo “pigrizie” legate al fatto di dover smaltire i rifiuti in modo corretto. Ogni volta che scendo nel locale spazzatura del mio condominio e trovo chi butta la carta dentro a un sacchetto di plastica… e lo levo. Non mi costa molto. Penso sempre quanto invece pesi a chi – nonostante il cartello – fa finta di non capire…

Avatar Paola |

É molto confortante vedere che persone come te cha hanno una notevole influenza su molte persone si schierino dalla parte dell’ambiente per far arrivare a più persone possibili che non esiste un pianeta B. Congratulazioni per questo, per il tuo ultimo programma e per il tuo ultimo libro che ho adorato, il tuo migliore.

csaba csaba |

Cara Paola, ti ringrazio molto per quello che mi scrivi. Anche io a volte penso che l’ultimo libro sia il migliore – perchè è quello più semplice e anche quello che mi ha coinvolto maggiormente a livello emotivo. Ora fare il prossimo è difficilissimo!
Quanto all’ambiente – è una nostra responsabilità. Deve essere una priorità quotidiana. Non dobbiamo pensare di dover scendere in piazza per cambiare le cose. Lo possiamo iniziare a fare dalla nostrra cucina. Io lo faccio, ogni giorno, e mi fa stare molto bene.

Avatar Rosaria |

Se in futuro avrai la fortuna come l’ho avuta io di poter coltivare un orto e (perché no) un piccolo frutteto, la consapevolezza che scartiamo troppo sarà ancora maggiore. Il tempo e la fatica che necessitano queste attività ti fanno capire quanto sia quasi “delittuoso” scartare anche una piccola quantità di ciò che la natura e Madre terra ci dona . In questi giorni attendo con pazienza la raccolta dei primi asparagi, e so che quando li cucinerò sentirò il sapore vero dell’asparago raccolto nel periodo giusto. E così vale anche per gli altri ortaggi. Cercare di seguire la stagionalità non è poi tanto difficile soprattutto se pensiamo ai benefici che poi si ottengono.

csaba csaba |

Cara Rosaria, un orto e un piccolo frutteto sarebbero il mio sogno avverato. Aggiungiamo anche una casa con un portico per scrivere e leggere, e un camino? Sognare non mi costa nulla. Scartare è delittuoso. Oggi mi hai fatto ricordare quando mio nonno usciva a cogliere gli asparagi selvatici e mia nonna ci cucinava la prima frittata. Mi dispiace che lei non ci sia più, ora che avrei bisogno dei suoi consigli. E’ importante tramamndare la nostra eredità di cuoche alle generazioni che ci daranno il cambio. Molto importante…

Avatar IlcircolodelleSignore |

Cara Csaba, questo tema dovrebbe toccare tutti noi, soprattutto se desideriamo che i nostri figli, che imparano semplicemente guardando i nostri gesti e non da quello che gli ripetiamo continuamente a parole, vedano già in atto con noi questi gesti di cura verso il nostro pianeta. Non è facile per me, lo ammetto: nel mio caso l’ostacolo più grande è quando non riesco ed organizzare bene la spesa mensile e, al momento opportuno, mi trovo a dover scegliere nel sempre troppo poco a disposizione “le risorse” alimentare per la mia famiglia. Ho scelto ormai da tempo un supermercato in cui, anche volendo, è ormai quasi impossibile trovare “l’usa e getta” e che mi permette di ricaricare i detersivi all’occorrenza. Grazie al tuo aiuto ormai conosco bene gli alimenti di stagione però a volte, soprattutto per accontentare le bimbe, cado nel tranello del “confezionato” che ha davvero dei confezionamenti riprovevoli. Grazie per questo articolo, che userò come monito per cercare, ogni mese, di aggiungere un piccolo gesto solidale verso la nostra MADRE.
Simona

csaba csaba |

Cara Simona, credo davvero che solo il fatto di essere consapevoli dello spreco ci faccia onore. E’ chi spreca senza rendersene conto, e senza fare nessuno sforzo per invertire la rotta, che dovrebbe essere biasimato. Il nostro Paese ha bisogno di prendere consapevolezza, in tutto. Lascio stare la politica, ma nel settore alimentare si consentono cose che non dovrebbero essere legali. Le persone sono ingannate da confezioni colorate imbellettate dal logo biologico o da frasi carine che fanno credere ciò che l’industria vuole. Un piccolo passo è un grande inizio. La nostra transizione ecologica dobbiamo iniziarla noi, in casa, in cucina, ogni giorno. Come dici tu, con l’esempio.
Buon week end, spero che a Roma il tempo sia bello, qui a Milano c’è un bel sole tiepido!

Avatar Silvia |

Imparare a cucinare e conoscere bene quanti più ingredienti possibili sono secondo me sono due aspetti che consentono di risparmiare molto e sprecare poco. Saper cucinare significa saper valorizzare al meglio ogni ingrediente, anche il più semplice. Delle uova, qualche ortaggio, un pugno di cereali o di farina possono diventare qualcosa di magnifico se lavorati e cucinati nel modo giusto senza ricorrere a cibi confezionati o ancora peggio pronti. Aprire il frigorifero o le antine della dispensa e combinare ciò che si ha per tirarne fuori un buon piatto anche quando il supermercato è chiuso. Sperimentare, studiare, curiosare nel mondo della cucina e degli alimenti, la conoscenza sempre più profonda e consapevole degli ingredienti, della loro stagionalità e della loro provenienza sono la base di un’alimentazione varia, sana, ricca di tutto ciò che serve, senza sprechi e a basso impatto ambientale.

Avatar gisella |

👏🏻👏🏻👏🏻

Avatar Marzia |

Ho molti più anni dei tuoi, e per necessità e poi per impegno etico ho sempre risparmiato e riciclato. Per esempio dopo aver lavato le verdure uso l’acqua per i fiori, da versare nel water,ecc. Mangiamo pochissima carne, e le verdure sono dei contadini dei dintorni. Insomma c’è la metto tutta. Grazie. Ciao

csaba csaba |

Cara Marzia, risparmiare e riciclare oggi sono qualcosa di cui andare fieri. Mia nonna ra volte si sentiva a disagio nel riciclare qualcosa, perchè per lei era sinonimo di necessità. Anche se stava molto bene quando io ero bambina, ricordava i tempi della guerra. Loro sapèevano accontentarsi… noi dobbiamo imparare. Grazie per le tue parole

Avatar Mara |

Cercherò di impegnarmi di più per non sprecare, ma soprattutto per fare l’orto visto che il posto non mi manca, grazie per i tuoi preziosi consigli

Avatar Claudia Andreotta |

Comprare seguendo le stagioni comporterebbe già da sé un grande risparmio di energia, imballaggi e via discorrendo. Che senso ha avere le fragole sulla tavola di Natale? Dobbiamo riprenderci il senso e il piacere dell’attesa, il che non significa gettarsi su primizie che arrivano ogni anno sempre prima. Stagionalità significa per me soprattutto verdure, che possono elegantemente essere riciclate il giorno dopo in frittate, sformate e anche rielaborate per un aperitivo. Come sempre, il piccolo gesto di ognuno può fare molto.

csaba csaba |

Esattro Claudia, ogni piccolo gesto può fare molto. Anzi, sono sicneramente convimnta che siano più utili tanti gesti piccoli che uno solo im portante. Dobbiamo riprenderci il senso e il pioacere dell’attesa. Io l’ho fatto e sto bene. Molto bene!

Avatar Lucia |

Ciao carissima Csaba io ho la fortuna di abitare in campagna e la cosa più bella è passare la domenica nel mio orto e nel giardino utilizzando fertilizzante naturale piantando verdure di stagione e moderando l uso dell acqua per annaffiare. Alcuni fiori sono frutto dei semi che in autunno raccolgo solo per gli ortaggi mi rivolgo ai florovivaisti. Non uso lacci in plastica e tutti i vasi sono in terracotta. Riciclo parecchi vasetti che decoro o mi servono per seminare qualche pianta.E di domenica se il tempo lo permette al mercato del paese a piedi o in bici.

csaba csaba |

Cara Lucia, che bello leggere le tue parole. Vorrei poter fare la stessa cosa! Anche io comunque non uso lacci in plastica, ho vasi solo in terracotta o alluminio (i secchi) e riciclo tantissimi vasetti (ne ho una collezione infinita). Amo la bicicletta per fare la spesa e da poco sto provando un’auto ibrida, che mi consente di girare in città con la modalità elettrica.