csaba 12 Marzo 2019

L’ACQUA MINERALE NEL VETRO, COME UNA VOLTA

L’acqua ha un ruolo molto importante nella mia alimentazione – sono sempre stata convinta del fatto che sceglierla in modo corretto sia fondamentale. Ecco perché ho accettato una nuova collaborazione con una bottiglia di acqua minerale che mi ha sedotto, letteralmente.
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Lo ammetto: c’è stato un lungo periodo della mia vita in cui ho bevuto semplicemente acqua del rubinetto. Ero ragazza, vivevo in una zona che aveva un’acqua sufficientemente buona, non mi ponevo la questione. Tutto qui. Non avevo ancora sviluppato un palato in grado di percepirne il sapore. Il gusto e la leggerezza dell’acqua sono arrivate più tardi nella mia vita. Non avevo ancora capito che l’acqua ha un ruolo fondamentale per la salute del nostro organismo, e che non tutta l’acqua è buona allo stesso modo, al palato come per la salute. In una sola frase: non avevo capito che non tutta l’acqua è uguale. Anzi, è un mondo ampio e ricco di sfumature.

A diciannove anni mi sono trasferita per un breve periodo in Giappone, e qui l’acqua minerale ricopriva davvero il ruolo di status-symbol. Le ragazze all’università sfoggiavano bottigliette come fossero profumi francesi. Si trattava invece di acqua minerale in formato 300 ml, praticamente da passeggio. Le etichette, tutte bellissime, avevano colori diversi che cambiavano anche con la stagione. Da noi in Italia non c’era nulla di tutto questo (eravamo all’inizio degli anni ‘90).
Rientrata  casa, ho continuato a bere acqua minerale in bottiglia. Avevo imparato a distinguere il sapore dell’acqua e avevo conosciuto le “carte dell’acqua” – veri e propri menù (come le carte del vino) che a Tokyo si trovavano nelle caffetterie chic. L’acqua minerale iniziò così ad essere scelta in base a molti criteri: il gusto, la leggerezza, il grado di mineralizzazione, la qualità ovviamente e anche l’eleganza della bottiglia. Un tempo trovarla nel vetro era più semplice. Oggi la plastica impera e nella grande distribuzione le acque minerali nel vetro sono quasi assenti. Troppo scomodo da gestire, il vetro, ci dicono. Ma siamo sicuri?

Se vado indietro con la memoria, mi ricordo che quando ero bambina mia mamma portava al supermercato il cestello dell’acqua con il vetro a rendere. Lasciavamo le bottiglie vuote e prendevamo le piene. Nulla di più semplice. Non occorreva essere ricchi per poterselo permettere (di certo, noi non lo eravamo). Oggi questo servizio i supermercati non lo offrono più. Perché? Logistica globale, vi risponderebbero, se lo chiedeste.
Più avanti nel tempo, trasferitami nel sud della Francia, ho iniziato a utilizzare l’acqua minerale a basso residuo fisso per fare anche il thé, che è a tutt’oggi una mia grande passione. Avevo imparato negli anni che un ottimo thé può diventare cattivo se si usa un’acqua troppo pesante per l’infusione. Alla ricerca di acque minerali con un basso residuo fisso, quelle nella plastica erano sempre più facili da reperire. Mi sono adattata. Sino al momento in cui ho deciso di smettere, perché non sopportavo più l’idea di contribuire alla produzione di un materiale che detesto. Se volete impegnarvi con me in questa lotta al #noplastic sappiate che non è mai troppo tardi per iniziare. E che eliminare la plastica in cucina è essenziale.

La mia scelta: il vetro, a domicilio.
Ho sempre pensato che farsi portare l’acqua a domicilio fosse molto costoso. In effetti, mi sono dovuta ricredere. Ma è stato un incontro professionale quello che mi ha fatto capire che stavo sbagliando seguendo una convinzione prima di fondamento: quello con Valverde, un’azienda italiana che imbottiglia (solo nel vetro) acqua minerale di sorgente, minimamente mineralizzata e quindi leggerissima. Non l’avevo mai bevuta, devo ammetterlo, ma mi è stata offerta e ne ho potuto assaggiare il sapore. Mi è piaciuto molto. Tuttavia a sedurmi, insieme al sapore leggero e al gusto cristallino di quest’acqua, è stata anche la bottiglia: così bella da poter andare in tavola, anche a casa, senza necessità di essere travasata in una caraffa.
L’acqua Valverde è entrata così in casa mia per lavoro, ma ci è restata per scelta. Mi piace l’idea che sia un’acqua di sorgente che possa aiutare il mio corpo a invecchiare meglio (ha un pH 6,3, leggermente acido, che la rende simile all’acqua intracellulare). Ha un residuo fisso molto basso (solo 38,8 mg/l) e quindi è perfetta per la mia salute, non solo per fare un ottimo thé. Ha un buon equilibrio minerale (calcio, magnesio e sodio) ed è quindi ideale come acqua in grado di idratare il corpo e dare al tempo stesso un corretto apporto di sostanze minerali al nostro organismo.
Nasce ai piedi del Monte Rosa, quindi è italiana. Viene imbottigliata solo nel vetro e distribuita a domicilio casa per casa (con un virtuoso sistema circolare di riutilizzo dei vuoti). Una volta alla settimana arrivano le bottiglie piene e se ne vanno quelle vuote. Il sistema è modulabile su abbonamento e non ha un costo molto più elevato rispetto a quello che pagavo prima al supermercato per l’acqua nella plastica. Ma la comodità è molto diverse (ovviamente) e l’idea di non contribuire più all’uso della plastica per l’acqua mi rende molto contenta del mio gesto.

Per voi: 1 tavola per ogni stagione, 3 tipi di acqua Valverde
È nato così un progetto di cui sono molto felice di mettervi a conoscenza. Acqua Valverde mi ha commissionato la realizzazione di 5 tavole di stile, una per ogni stagione: primavera, estate, autunno, inverno e Natale. Le preparerò secondo il mio gusto e le posterò qui sul sito, corredate dalle bellissime fotografie di Stefania Giorgi, con la quale avrò il piacere di lavorare per questo progetto. Tavola per tavola, vi racconterò anche di più sulle diverse tipologie di acqua minerale Valverde. Forse l’avrete vista al ristorante, sicuramente la vedrete in questo salotto virtuale nei prossimi mesi. Non la trovate invece nei supermercati, perché l’acqua Valverde arriva solo a domicilio.

Volete saperne di più? Intanto potete navigare il sito www.valverdewater.com
Nella gallery fotografica di questo post trovate invece le immagini che abbiamo realizzato a Milano, nella glass housedi Raw, che è ormai diventata uno dei miei luoghi del cuore, e che ho scelto per iniziare a parlarvi di questo nuovo progetto.

Il prossimo appuntamento? La tavola della primavera. Tovaglia, piatti, posate e regole di stile affinché celebri in modo degno la stagione della rinascita (#comingsoon ad aprile).

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29 commenti

Paola |

Speriamo davvero possa tornare sempre più in voga l’acqua dentro le bottiglie di vetro, per tutti i motivi che conosciamo

Fabio |

L’ACQUA MINERALE NEL VETRO, COME UNA VOLTA…..
Condivido pienamente sono anni che consiglio a miei clienti l’acqua in vetro.
Ho chiesto info spero di inserirla tra i miei fornitori…
Un Saluto
Fabio

Daniela |

Sono felice di sapere che anche tu hai scelto l’acqua Valverde. Mi è stata consigliata da un fornitore quando gli ho chiesto di indicarmi un’acqua a basso residuo fisso e da allora non manca sulla mia tavola. Sottoscrivo appieno l’uso delle bottiglie di vetro e questa, anche per me, ha una forma molto piacevole.
La consiglio.
Un saluto. Daniela

Maria rosaria fontana |

Grazie mille, mi stavo proprio ponendo il problema di eliminare le bottiglie di plastica, ma non l’acqua minerale…e tu me l’hai risolto! Avanti così Csaba,
Rosaria

Grazia |

Ottima e lodevole iniziativa

Elena Tordi |

Buona sera cara Csaba, è una bellissima iniziativa che seguirò con molto interesse. L’acqua per me è sorgente naturale vivevo in un paradiso ad Orvieto Umbria e quando ero bambina bevevo soltanto l’acqua del rubinetto e andavo spesso alla fonte per portarla a casa .
Dal 1985 vivo a Milano e le giuro ho ancora grande difficoltà a bere l’acqua contenuta in una bottiglie di plastica comprendo bene l’importanza dell’acqua e la sua energia. Un caro saluto Elena

Mariarosa Gandolfo |

Sono curiosa e vorrei assaggiare questa, per me, nuova acqua.
Bevo ed offro ai miei ospiti da anni acqua in bottiglie di vetro; già i miei genitori ne facevano uso normalmente in passato, e ne ho conservato l’abitudine perché sono stata sensibilizzata ai sapori sia da mio padre, raffinato chef, che da mia madre, dotata di un olfatto eccezionale.
Mi fareste la gentilezza di indicarmi dove trovare il vostro prodotto nei pressi di Bordighera (IM)? Il mio fornitore, dopo un’attività cinquantennale, sta chiudendo i battenti ed avrei proprio bisogno di un altro riferimento.

In attesa di una Vostra risposta Vi saluto cordialmente.

Marina Marini |

Ho utilizzato acqua in vetro consegnata a domicilio per molto tempo. Acqua di Nepi (abito nella Tuscia) e poi sono passata a Sangemini per il suo prezioso (per noi signore con osteoporosi) contenuto di calcio a calorie 0 ma… in plastica! Ora controllerò la Valverde per sapere se posso sostuire la mia acqua. Grazie per i preziosi consigli!

Tonia |

Buongiorno Csaba, è da tempo che stavo valutando se cambiare la plastica con il vetro, ho sempre pensato costasse molto di più, ma poi distruggiamo l’ambiente….mi hai convinto. Grazie

monica |

Buon giorno Csaba è l’acqua che bevono i miei genitori, mai acquistata (loro) una bottiglia di plastica! Quando vado al supermercato e riempio il carrello con confezioni di acqua in bottiglie di plastica, TUTTE LE VOLTE mia mamma mi dice: “…ma non sa di plastica la tua acqua!!! ” E’ bello anche il rapporto che si instaura con il “signore dell’acqua” … Pensa che ai miei genitori era il papà dell’attuale distributore che portava loro l’acqua… e d’estate anche la cassa di bibite “miste” rigorosamente in vetro (ginger, spuma, aranciata, chinotto!!!!!!) Col tuo post mi hai fatto tornare bambina! Grazie! Ti abbraccio e buon lavoro.

csaba csaba |

Cara Monica, che bei ricordi… grazie a te!

Catia Mattiacci |

Adoro il tuo modo di vivere “la vita” , ci sono molti problemi ambientali ,ieri ,e molti di più oggi, i motivi sono molti, cerco nel mio piccolo di stare attenta sopratutto alla raccolta differenziata…ma sono anche cosciente del fatto che non basta più…bisogna produrre meno immondizia…è diventato quasi di vitale importanza….non solo perché noi fisicamente staremmo meglio…ma perchè il nostro sguardo attento farà vivere e respirare meglio questo meraviglioso posto in cui viviamo. Ti ringrazio perché la tua parola ha un peso diverso …e con la tua competenza e gentilezza ….che sempre ti caratterizza…il messaggio importante arriva dritto come una freccia …..al bersaglio ….grazie Csaba..

Margherita |

Bellissima iniziativa spero tanto che questo progetto porti a riflettere e a comprendere che le bottiglie di plastica sono nocive per la nostra salute. Assaggero’ volentieri quest’acqua e spero che si cominci a cambiare direzione nel rispetto dell’ambiente e della nostra salute.Buon lavoro

Seiko |

Sono molto lieta di sapere che tu apprezzi una cosa chic Giapponese!? 😊
Quando portiamo via i rifuti, mi rendo conto che la plastica e ingombrante. Noi dobbiamo usare la plastica minima.
Mi PIACE tanto moda Csaba 💖
Buona sera

Francesca |

Cara Csaba,
è una bellissima iniziativa! Quand’ero piccola ricordo che compravamo anche il latte in bottiglia di vetro, che si rendeva poi al negozio. Sarebbe bello che le aziende tornassero indietro in questo senso!
Cari saluti

gisella |

Ciao Csaba, l’acqua in bottiglia di vetro mi riporta con la memoria alla mia infanzia, la mamma acquistava una acqua che si chiamava San Bernardo, mi sembra…. È vero la silhouette di alcune bottiglie è decisamente accattivante e così si possono portare in tavola senza problemi. Però, però specialmente se si hanno ospiti (o se ci vogliamo coccolare) meglio una bella brocca. Anche io sto attenta alla composizione dell’acqua, qui ha New York ne acquisto una di una sorgente non troppo lontana, mi piace il suo gusto e ovviamente è naturale. (qui negli USA l’acqua frizzante ha dei prezzi iperbolici…) Buon lavoro e a presto!

gisella |

😦😖 a New York….

Alessandra |

Ecco il contatto che mi mancava, da tempo cercavo un fornitore con un’acqua buona in bottiglia di vetro. Preziosissima come sempre, grazie Csaba!

Elisa |

Ciao carissima Csaba concordo con te si all’acqua in bottiglia….i miei genitori da sempre e ancora oggi prendono acqua in bottiglia che gli viene portata a casa ogni 15 giorni da una ditta di Treviso nelle cassette da 12…

Mietta J. |

L’acqua nelle bottiglie di plastica e’ la cosa piu’ triste che si possa mettere in tavola.
Se la bottiglia di vetro e’ bella puo’ , per mancanza di tempo, sostituire una brocca.
Ti seguiro’ con piacere per l’iniziativa.
Buona Primavera!

gisella |

infatti hai ragione e basta travasarla in una bella caraffa, porta via 30 secondi fare questa operazione. A me personalmente non piace molto anche nella bottiglia di vetro…. vuoi mettere avere in tavola una bella brocca di Mario Luca Giusti? Le conosci? Sono leggere (a differenza del vetro e del cristallo) e si trovano anche colorate per armonizzarsi con l’apoarecchiatura.😉 Buona giornata

Mariolina |

Cara Csaba,spero di vedere presto le tue tavole che daranno sicuramente tanti spunti da realizzare,e quest’acqua Valverde mi intriga veramente tanto,cercherò nel sito che hai messo sperando che anche nella mia città sia arrivata!
Sei sempre aperta alle novità e ti ringrazio tanto di condividerle con noi,un abbraccio.
:-):-):-)

Il circolo delle Signore |

Che bella iniziativa!!! Ti seguiro’ con piacere

csaba csaba |

Grazie Simona 😊

Mariarosaria |

Grazie carissima Csaba per le bellissime sorprese che ci riservi, non vedo l’ora di scoprire la tua tavola della primavera. Un abbraccio, Mariarosaria.

csaba csaba |

Arriva presto… la fotografiamo i primi di aprile!

Milena1981 |

Che bello ritrovarti nel nostro “salotto”!

Cara Csaba, ti ho seguita su Instagram nelle passate settimane ma, forse a causa delle caratteristiche proprie del mondo social – sintesi nell’esposizione e rapido aggiornamento di contenuti e immagini, pena il “calo di interesse” – non ti riconoscevo…
Mi mancavano la profondità delle tematiche e la sensibilità nello stile di scrittura, che ti rendono diversa dalle altre “influencer”.

Spero che questo commento non ti offenda: è solo il mio punto di vista.

Con stima, buon lavoro e a presto.

csaba csaba |

Cara Milena, il tuo mi sembra un bellissimo complimento. Perchè mai dovrei offendermi?
Non sono un’influencer, sono una scrittrice. Mi piace scrivere e adoro leggere le vostre risposte. Anche quando non sono complimenti. Mi aiutano a crescere.
Instagram, come altri social metwork, non è un giornale. Non ha come obiettivo né l’informazione né l’approfondimento. E’ un luogo virtuale dove la leggerezza e lo svago sono l’obiettivo. Io amo Instagram per questo. Seguo persone che mi piacciono per vedere cose belle: bei piatti, bei luoghi, begli abiti. Pubblico ciò che mi sembra bello nella mia vita e che desidero condividere con chi mi segue. Instagram è “viaggiare insieme”. Leggeri.
Per il resto… scrivo libri e collaboro con diversi giornali. Parlo alla radio. Scrivo qui. Ecco, il mio salotto è il posto dove più mi piace scrivere e leggere. Scusa, mi sono dilungata. Ma avevo il desiderio di risponderti così, con affetto. Grazie per avermi ascoltato. E a presto!

Milena1981 |

Cara Csaba, la risposta è sincera e puntuale come te. Dopo averla letta, capisco e condivido la tua spiegazione: credo di aver commesso l’errore di “irrigidirmi”, considerando le persone come “blocchi monolitici” quando invece la ricchezza sta nella varietà di incontri e contesti con i quali la vita ci mette a confronto.
Grazie del consueto garbo con il quale rispondi in prima persona e, di cuore, buon lavoro.