Dolci e dessert, Ricette di base

TORTA DI MELE PER I GIORNI DI PIOGGIA

7 commenti
1,2 kg di mele renette oppure mele rosse, tipo red delicious
2 uova
180 g di zucchero
225 g di farina 00
8 g di lievito in polvere
120 ml di kefir di latte intero (in alternativa 60 ml di panna e 60 ml di yogurt intero)
burro e farina per lo stampo
1 cucchiaio di zucchero a velo
Questa ricetta infallibile è tramandata da tempo e può usare sia lo yogurt che la panna, ma di recente la preparo con il kefir di latte. La trovo il motivo per amare ancora di più l’autunno.

Imburrate e infarinate uno stampo rotondo largo circa 22 cm.
Accendete il forno e portatelo a 180°C (statico). Sbucciate le mele, togliete il torsolo e tagliatele a fette spesse circa 1 cm, sistemandole in una ciotola.

Montate le uova con lo zucchero, usando una frusta elettrica o una planetaria, sino a che saranno gonfie e spumose. Mescolate la farina con il lievito, quindi setacciate metà del totale sopra le uova, amalgamando delicatamente con una spatola. Aggiungete metà del kefir, poi il resto della farina e infine il kefir.

Sistemate poco più della metà delle mele nello stampo, coprite con l’impasto e poi aggiungete sulla superficie le altre mele. Coprite con un foglio di carta forno e poi uno di alluminio e infornate per 30 minuti, quindi togliete la carta e lasciate cuocere ancora 30 – 35 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, poi servite cospargendo la superficie con lo zucchero a velo.

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7 commenti

Katia |

Ho provato questa torta ma penso sia meglio mescolare le mele all impasto e non metterle sotto e sopra perché son rimaste separate e risultava semiasciutto

beatricevi@hotmail.it |

Una torta ottima! L’ho fatta ieri ed è in assoluto la miglior torta di mele che abbia mai mangiato!! Grazie Csaba!❤️

Patrizia |

Posso chiederle se ha aggiunto la cannella?

Elisabetta |

Per Kefir di latte intendi sempre youcurt in vasetto
e non quello che si beve che è più liquido, giusto?

Raffaella |

❤️

Patrizia |

La proverò questo sabato

Il circolo delle Signore |

Il nome della ricetta è adorabile, direi onomatopeico! La proverò senz’altro, grazie Caaba