30 Gennaio 2024

QUELL’AMARO IN BOCCA CHE FA BENE

Se vi alzate stanchi e vi sembra che le energie non bastino mai, forse potrebbe essere d'aiuto tagliare i cibi dolci e puntare sull'amaro come gusto di fondo dai vostri piatti. A me fa stare meglio, volete provare?
18 commenti

Fuori dalla zona di conforto rappresentata dai buoni propositi, che sono destinati ad essere effimeri come la rugiada del mattino sulle foglie, l’inizio di febbraio mi fa pensare alla necessità di impostare un’intera stagione verso la salute del mio corpo, che passa indubbiamente da fegato e intestino. Sul secondo, si trovano on line molte teorie e innumerevoli consigli. Del primo, invece, si parla meno, ed è lì che io voglio portarvi oggi. Il nostro fegato ha bisogno di funzionare bene, per farci stare bene. Pensate a lui come alla “governante della casa” (la padrona o il padrone di casa è il vostro cervello). Il fegato deve lavorare in silenzio, sovrintendere molte funzioni, garantire che tutto vada nel migliore dei modi. Cosa possiamo fare noi per aiutarci?

Pelle spenta, sonnolenza anche se hai dormito abbastanza, difficoltà ad addormentarsi e quel senso di spossatezza che accompagna tutta la giornata potrebbero essere anche un segnale di aiuto che la governante ci manda. L’inverno – la stagione che per me occupa gennaio e febbraio – è il momento migliore per far ripartire il nostro corpo dal punto di vista dell’alimentazione, facendo nostre delle buone abitudini che vadano ben oltre i buoni propositi, e che siano sostenibili nel lungo periodo.
Se dicembre è il mese del “gusto dolce” che a gennaio cerchiamo di abbandonare, più o meno con buoni risultati, febbraio è per me il “gusto amaro” che riporta tutto in equilibrio. Mangiare cibo che ha il sapore amaro aiuta il fegato a funzionare meglio, e attiva quel recettore naturale che è dentro di noi dalla notte dei tempi: ciò che è amaro uccide (ciò che è dolce no) e quindi quando il nostro palato sente l’amaro, automaticamente placa la sensazione di fame. Mentre quando mangiamo qualcosa di dolce, ci viene ancora più fame di prima.

Vi ritrovate in questo schema? Io sì. Continuate dunque a leggere.

“Mangia, che ti fa bene” dicevano le nostre nonne, davanti a un piatto di verdure amare. E avevano ragione, come spesso accade quando si parla di saggezza popolare. Ciò che è amaro al nostro palato ci aiuta a stare meglio in molti modi e dovrebbe essere sempre incluso nelle nostre scelte alimentari. Le sostante amare stimolano la funzione del fegato e della bile, aiutando il corpo ad espellere le tossine. Non sono un medico (né una nutrizionista, o dietista) quindi non me la sento di elargire consigli su questo tema, ma so cucinare e mi sono tenuta in forma sin qui. E quelli che condivido sono i miei consigli per stare bene.

COME MANGIARE AMARO E VIVERE (PIÙ) FELICE
Amaro non significa semplicemente “senza zucchero” – è un sapore preciso, che si trova prevalentemente nei vegetali, e che dovremmo imparare ad apprezzare per dare alla nostra alimentazione quotidiana un aiuto in più. Personalmente, amo il gusto amarognolo di alcune insalate, come rucola e radicchio, quello “terroso” del thé verde e quello deliziosamente pungente del cioccolato fondente al 72% di cacao. Bevo infuso di tarassaco in questo periodo dell’anno, al posto del mio thé pomeridiano, e cucino con tutte le verdure di stagione che hanno proprietà benefiche che mi servono quando fuori fa freddo. Ecco un elenco, non esaustivo e assolutamente personale, di ingredienti da mettere in dispensa adesso.

La teoria del gambo del carciofo è quella che mi piace condividere di più. Quando compro i carciofi, chiedo sempre che venga lasciato il gambo, lo stacco a casa e lo conservo in frigorifero. la sera, mentre cucino, pelo un gambo, lo faccio a tocchetti e lo mangio come aperitivo. È amaro, è buono, placa la mia sensazione di fame imminente evitandomi di attaccare il pane, i taralli o i formaggi che mi guardano sul tagliere. La sensazione amara limita l’attacco di fame e al tempo stesso stimola il fegato, preparando il corpo alla digestione. La stessa cosa si può fare con indivia belga, puntarelle, o quanto di amaro vi può piacere. Ma il gambo del carciofo è anti-spreco e facile da conservare. Provate e sono sicura che ne resterete felici.

Come ricetta del mese di febbraio vi lascio questa pie salata vegetariana a base di carciofo e broccoletti.

È una fonte di vegetali amari buonissima, facile da fare e molto bella da portare in tavola. Anche quando avete ospiti.

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18 commenti

Cristina Tacite |

Ciao Csaba,
Anch’io adoro le verdure amare, mi fanno sentire bene.
Grazie
Cristina

Rossana |

Ciao, Csaba ho provato la tua ricetta della quiche ai carciofi, dal libro the modern Baker, con le dosi della ricetta, ho dovuto aumentare i tempi di cottura a 50 minuti e nonostante ciò la base non ha cotto come avrei voluto che fosse; che consistenza deve avere la pasta brisée?

Marinella Bagarin |

adoro tutti i tipi di verdura amara, la preferisco in assoluto e adoro l’inverno perché c’è più scelta, adoro i gambi di carciofo
mai pensato di mangiarli crudi. Proverò.

gisella |

p.s. sono controcorrente se dico che preferisco il cioccolato al latte? Ma non disdegno quello amaro al 72%, a dire il vero mi piace anche quello bianco 😱😱😱 Insomma non voglio offendere nessun tipo di cioccolato, li mangio tutti solo per quello… 🙃

gisella |

Verdure amare…. a dire il vero non mi piacciono tutte. Il radicchio, ad esempio, lo mangio solamente nelle lasagne. Cotto in tutti gli altri modi lo evito 😇 però adoro i carciofi che il mio palato non riconosce come verdura amara, stessa cosa per indivia belga, rucola, broccoli e cavoletti di Bruxelles. Invece il cavolo nero che sta benissimo nella ribollita ( e la tua ricetta è squisita) lo aggiungo con parsimonia, perché non lo amo particolarmente.
Questa sera ho cucinato la tua pie salata vegetariana. B U O N I S S I MA e molto apprezzata dai miei ospiti. Grazie!

Aika |

Trovo a condividere facilmente queste considerazioni.
Il giusto amaro è l’equilibrio, ciò che ci tiene toniche.
Dei gambi di carciofo ne farei il mio mare dove nuotare e sbocconcellare. Che piacevole sensazione ogni volta leggere lle tue parole che non lasciano affatto l’amaro in bocca.

Elena |

Ottimo! E la parte interna del gambo del broccolo? Eccellente allo stesso modo!

Milena |

Gentile Csaba, buongiorno e grazie per l’articolo offerto oggi.
Io amo l’amaro negli ortaggi fin dall’olfatto: mentre preparo catalogna o radicchio in padella, ne aspiro l’aroma per sentirmi subito bene.
Ho sempre privilegiato il cioccolato fondente e bevuto tè o caffè senza zuccheri, per gustarne appieno gli aromi; ammetto invece con dispiacere di cucinare poco le crucifere per l’odore che rilasciano: fanno eccezione le cime di rapa, retaggio della cultura culinaria di mio marito, e il cavolo nero, scoperto anche grazie a te.
Buona permanenza in Puglia, terra che amo e dove sogno di trasferirmi, e serena depurazione in attesa della primavera radiosa.

Beatrice |

Buongiorno Csaba, grazie per i tuoi preziosi consigli! Sono sempre ben accetti! Per quanto riguarda il gambo del carciofo così a crudo non l’ ho mai provato, ma anche io lo taglio a pezzetti e lo cucino insieme ai carciofi in padella.

csaba |

Crudo fa molto bene e a me piace molto. Ma, ovviamente, i gusti sono personali. Provalo e poi mi saprai dire

Raffaella |

Grazie, ho trovato molto interessante il tuo articolo,mangio alcune delle verdure di cui parli ma non avevo mai pensato di concentrarle in un periodo a scopo depurativo. Ho adottato l’infuso di tarassaco quotidiano anche se non è il mio preferito tra gli infusi…

csaba |

Anche per me il tarassaco non è tra i preferiti, ma tutto sommato ho imparato a usarlo. E per chi proprio non riesce ci sono le capsule di cardo mariano (cercate quelle naturali)

Antonella |

Buongiorno Csaba, frequento i social da poco ma quando ti leggo sto già meglio e mi riappacifica con il genere umano. Io ho ritrovato nei tuoi consigli sull’amaro antiche usanze di casa. Mia mamma addirittura non gettava l’acqua dove aveva lessato la cicoria . Una volta raffreddata mio papà la beveva a digiuno. Io non arrivo a tanto ma cercherò di “amarmi” ……scusa il gioco di parole, un po’ di piu.

Katia |

Perfetto allora, vedremo di amareggiarci😉tra l’altro gli ultimi due we li ho trascorsi a raccogliere “erbi”, le erbe selvatiche che crescono sulle colline vicine e adesso ne ho una bella scorta già cotta e “appallata” in freezer, deliziose!

csaba |

Le erbe selvatiche sono una delizia 🌿

Simona |

Buongiorno Cara Csaba.
Grazie per questo nuovo articolo.
Io adoro il sapore amaro delle verdure, invernali e di inizio primavera.
In questo periodo consumo molto radicchio del mio orto e più avanti arriveranno nei prati tarassaco , germogli di luppolo e le prime ortiche fresche.
Adoro poi mangiare cavoli, broccoli e cavolfiori anch’essi benefici per rimettere in forma il nostro corpo, appesantito dagli eccessi delle feste!
E visto che presto sarà carnevale dedichiamoci a depurare il nostro caro amico fegato con tisane di bardana, cardo, carciofo, boldo, fumaria….insomma la natura ci aiuta sempre a stare meglio!
Seguiamo i suoi cicli e consumiamo amorevolmente i suoi frutti!

csaba |

Seguire i cicli della natura e consumare i prodotti nella loro stagione è la base del mio pensiero. Che bello avere l’orto 🌿 sei fortunata

Simona |

Mi ritengo davvero molto, molto fortunata. Ultimamente è diventata la cosa a cui non saprei più rinunciare.